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Todd Phillips spiega il finale di Joker: "Siamo sicuri che Arthur Fleck sia 'quel' Joker?"

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Il finale del cinecomic con Joaquin Phoenix sta facendo parecchio discutere: il regista ha finalmente rotto il silenzio su fan theory e questioni rimaste aperte quando quel "The End" in giallo appare sullo schermo al termine del film.

Joaquin Phoenix nei panni di Arthur Fleck in una scena del film Joker Warner Bros.

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Da quando è uscito nelle sale di tutto il mondo, le teorie dei fan sul finale di Joker si sprecano.

Quello che abbiamo visto nel film è successo davvero o esiste soltanto nella testa del protagonista Arthur Fleck? A questa domanda è stato chiamato a rispondere Todd Phillips, il regista della origin-story sul villain di Gotham City che sta ottenendo numeri da record al botteghino.

Intervistato dal Los Angeles Times, Phillips ha discusso di fan theory e questioni rimaste aperte quando quel "The End" in giallo appare sullo schermo al termine del film, che da buon anti-cinecomic non ha scene post-credit.

Come ha già spiegato il protagonista Joaquin Phoenix al Times, Joker "richiede un certo grado di partecipazione da parte del pubblico. Sta agli spettatori decidere come interpretarlo e sperimentarlo". Il regista non può che essere d'accordo.

Ho apprezzato molto il fatto che abbiamo potuto prendere questo personaggio e farci quello che volevamo. Quello di Joker è stato uno dei copioni più divertenti da scrivere perché ho dovuto soltanto infrangere delle regole.

La prima fonte d'ispirazione per Phillips è stata The Killing Joke, graphic novel del 1988 di Alan Moore e Brian Bolland.

Ma non sono sicuro di sapere cosa sia esattamente. A volte ricordo quel fumetto in un modo, altre volte in un altro... Se proprio devo avere un passato, preferisco che sia a scelta multipla.

Phillips e il co-sceneggiatore Scott Silver hanno giocato molto con questa ambiguità. Fleck è davvero il narratore "inaffidabile" della sua stessa storia? Ci ha raccontato tutto rinchiuso nella sua "white room" di Arkham? È quello il riferimento quando Frank Sinatra, nella sua That's Life, canta "Sono stato un burattino, un povero, un pirata, un poeta, un pedina e un re"?

Io, Scott e Joaquin non abbiamo mai parlato di cosa fosse Arthur, non abbiamo mai detto: 'È un narcisista, è questo e quello'. Non volevo che Joaquin iniziasse a provare il personaggio con questo riferimento. Ci siamo semplicemente detti: 'È di fuori'. Non so nemmeno se Arthur sia malato di mente. Ha solo un passo diverso rispetto al resto del mondo.

Quindi è tutto vero o è soltanto frutto della schizofrenia di Arthur?

Ci sono molti modi con cui poter vedere questo film. Si può pensare che questa è soltanto una delle sue storie a scelta multipla e niente di tutto quello a cui si è assistito è successo. Ma non voglio dire se sia così. Parecchie persone alle quali ho fatto vedere il film mi hanno detto: 'Ho capito, si è soltanto inventato una storia. L'intero film è la barzelletta di Arthur. È ciò che questo tizio rinchiuso nel manicomio di Arkham ha architettato. Potrebbe anche non essere il Joker'.

Insomma, non c'è da fidarsi di quello che si è appena visto. Ma Fleck è il vero Principe del Crimine o è stato l'ispirazione per qualcun altro? C'è più di un Joker? Il cattivo di Gotham è forse un seguace, quello che ad esempio uccide i genitori di Bruce Wayne?

Forse il personaggio di Joaquin ha ispirato il Joker. Non lo sapete veramente. La sua ultima battuta nel film è 'Non lo capiresti'. Stanno succedendo un sacco di cose interessanti là dentro.

Queste parole potrebbero spiegare il significativo divario d'età tra il Fleck adulto e Bruce Wayne, che è raccontato in Joker come un bambino. Nel Batman di Tim Burton e ne Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan, i due personaggi hanno una minore differenza d'età.

Su una cosa Phillips è sicuro: se mai dovesse farsi un sequel, non vedremo mai Batman contro Joker.

Non faremo mai una cosa del genere. No, no. Vogliamo solo vedere dove andranno a partire da qui.

L'indizio conclusivo di Phillips è dedicato alla risata di Arthur. Quella risata dolorosa e disperata che esplode fragorosa e animalesca nell'intero film. Soltanto nel finale le cose cambiano: l'ultima risata di Arthur è diversa dalle altre.

È l'unica volta in cui Arthur ride sinceramente. Ci sono diverse risate nel film. C'è quella della sua sofferenza e quella falsa quando cerca di essere come gli altri, che è la mia preferita. Ma alla fine, quando è rinchiuso nella stanza di Arkham, quella è la sua unica risata autentica.

Joker (2019)

Data uscita in Italia: 03 ottobre 2019 voto 7,5
  • Titolo originale: Joker

  • Genere: Drammatico, Giallo, Thriller

  • Nazione: Stati Uniti d'America

  • Regista: Todd Phillips

  • Durata: 122 min

  • Cast: Joaquin Phoenix, Robert De Niro, Zazie Beetz, Shea Whigham, Bryan Callen, Brett Cullen, Frances Conroy, Glenn Fleshler, Marc Maron, Douglas Hodge, ...

Cosa significa quest'affermazione di Phillips? Ancora una volta, spetta a voi deciderlo.

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