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L'amico immaginario: arriva in libreria il nuovo libro di Stephen Chbosky

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Trama e recensione del nuovo romanzo di Stephen Chbosky, già autore di Noi siamo infinito.

Cover de L'amico immaginario Sperling&Kupfer

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Sono passati vent’anni dall’uscita di Noi siamo infinito, libro che ha consegnato Stephen Chbosky all’Olimpo degli autori di best seller. Il romanzo è diventata anche un film scritto e diretto dallo stesso Chbosky con protagonisti Emma Watson, Ezra Miller e Logan Lerman.

A distanza di tanti anni, Chbosky torna in libreria con L'amico immaginario, un libro claustrofobico, uscito in Italia nella traduzione di Chiara Brovelli e in corso di pubblicazione in 22 paesi. Una storia che, mentre si legge, sembra già sussurrare ambientazioni cinematografiche.

L’amico immaginario: trama

Mill Grove è la classica cittadina americana dove non succede (quasi) mai niente. Dove le smanie di un avido costruttore edile convivono accanto all’accecante religiosità di una nutrita schiera di devoti fedeli. Dove i quartieri sono rigidamente divisi tra ricchi e non. Dove a scuola i bambini popolari tormentano quelli più timidi, emarginati o strambi.

Ma sotto questa superficie, qualcosa striscia. C’è la tragedia, avvenuta cinquant’anni prima, di un bambino scomparso e mai ritrovato. C’è la crudeltà di alcune persone, che sembra crescere di giorno in giorno. E a fare da cornice a quest’inquietudine che non fa che aumentare, un bosco. Qui il costruttore Collins sogna di costruire un nuovo complesso che gli frutterà tantissimi soldi. Qui gli alberi possono essere un labirinto inespugnabile o un rifugio segreto.

In mezzo a tutto questo, c’è lui, Christopher. Giunto in città insieme alla mamma Kate, dopo una fuga dal nuovo compagno di lei e dalle sue violenze. Qui i due sperano di poter cambiare vita, di ricominciare, ma il sogno viene infranto quando Christopher scompare.

E l’incubo che ha dormito sotto la superficie torna a vivere.

Recensione de L’amico immaginario

L'amico immaginario: coverSperling&Kupfer

Chbosky crea un mondo fantastico fatto di visioni spiazzanti, angoscianti e malate, frutto di descrizioni precise che per oltre seicento pagine non fanno che crescere, arricchirsi, diventare più complesse.
Anche i suoi personaggi riescono a essere credibili e a diventare in poco tempo amici del lettore. Vorremmo aiutare Christopher a superare i suoi problemi nella lettura, vorremmo consolarlo quando si rende conto dei propri limiti. Viene spontaneo sussurrare a Kate di non arrendersi, di lottare perché è una guerriera, è forte, ed è una brava madre. E questo è sicuramente segno di una grande abilità narrativa.

È innegabile che l’amico immaginario si discosta completamente da Noi siamo infinito. Per tematica, atmosfere, personaggi. E forse, anche per il lettore a cui è indirizzato.

E parlare di questo, vuol dire affrontare la prima annotazione che posso fare al romanzo. Leggendolo, immaginandomi i personaggi, non ho potuto non dare a Kate il volto di Winona Ryder. E pagina dopo pagina, Christopher assomigliava sempre di più a Noah Schnapp, interprete di Will in Stranger Things. La storia ha infatti molti punti in comune con l’acclamata serie TV: l’ambientazione, in cui il mondo reale si fonde e confonde con un mondo “altro”, il tema del figlio scomparso e della madre che dà tutta se stessa per salvarlo… Insomma, nonostante la lettura appassioni, si ha un senso di déjà-vu sempre più innegabile.

Poi viene la seconda cosa da dire sul romanzo: cioè che le ultime pagine arrancano un po’. Il climax del colpo di scena, della lotta finale viene protratto un po’ troppo a lungo. Ma forse, ci sta: la cosa non fa che aumentare il senso di claustrofobia che dà alla storia il suo potere, sembra che il lettore finisca pagina dopo pagina l’ossigeno, mentre aspetta di conoscere la conclusione di questa guerra epica. Ogni volta, pensa sia la svolta. E invece no. L’ultimo colpo non è stato ancora sferrato. Durante la lettura, questo meccanismo un po’ mi è pesato, ma a libro finito, capisco che possa essere stata una scelta narrativa per sottolineare come, nell’eterna lotta tra il bene e il male, l’ultima parola non sia mai davvero scritta.

Insomma, L’amico immaginario riesce a essere un libro originale nonostante il chiaro riferimento ad ambientazioni già note. Una lettura consigliata a chi ama le storie dalla tinta horror e dove l’angoscia aumenta a ogni pagina.

Voto8/10

Atmosfere da incubo per un romanzo che, seppur rimanda a una recente serie TV di successo, sa catturare grazie alla scrittura visionaria.

Emanuela Brumana

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