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Uno degli accusatori di Kevin Spacey muore nel bel mezzo della causa per molestie

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L'anonimo massaggiatore di Malibu che aveva accusato Kevin Spacey di molestie è morto nel mezzo della causa. Quali conseguenze avrà il decesso dell'uomo sull'azione legale?

Kevin Spacey durante un'udienza Getty Images

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Anche se Kevin Spacey sembra avere messo fine all'(auto)esilio, partecipando a un reading a Roma e cantando e suonando La Bamba in Spagna, lo scandalo delle molestie sessuali che lo ha travolto è tutt'altro che chiuso.

Di recente, l'attore ha incassato l'archiviazione delle accuse che gli erano state rivolte da un giovane barista di Nantucket. Ma nel mentre, un giudice federale della California ha dato il via libera a un nuovo processo per la presunta aggressione ai danni un massaggiatore di Malibu.

Tuttavia, la ex star di House of Cards potrebbe non doversi presentare mai in tribunale. Come scrive The Hollywood Reporter (THR), gli avvocati del due volte premio Oscar hanno comunicato alla corte che il querelante del loro assistito è morto nei giorni scorsi.

Al momento, non sono disponibili ulteriori informazioni. Ma è ragionevole supporre che il decesso del principale accusatore e testimone di Spacey avrà delle conseguenze sulla vicenda legale. A maggior ragione, perché la vittima aveva chiesto e ottenuto di procedere contro l'attore in modo anonimo (venendo citata come "John Doe").

Il processo si presentava particolarmente insidioso per l'ex interprete di Frank Underwood, perché ad agosto i legali del massaggiatore avevano depositato una dettagliata documentazione con le accuse di due colleghi del loro assistito, che dichiaravano di avere subito molestie da parte di Spacey e aggiungevano di "essere preoccupati per la loro sicurezza e di non volere che i loro nomi diventassero di dominio pubblico".

Tuttavia, la morte di John Doe cambia (inevitabilmente) le carte in tavola.

Come scrive THR, la causa potrebbe essere portata avanti dagli eredi dell'uomo, ma l'anonimato rappresenta una complicazione. Per poter continuare a procedere contro l'attore, i familiari dovranno ottenere il via libera ad amministrare le proprietà del loro congiunto defunto e, molto probabilmente, svelare la sua identità. Senza contare che la mancanza della testimonianza diretta del massaggiatore toglie peso e consistenza all'intero procedimento.

Kevin Spacey in tribunaleHDGetty Images
Kevin Spacey in tribunale con i suoi avvocati

La decisione dei legali del premio Oscar per I soliti sospetti e American Beauty di avvisare la corte della morte di "John Doe" è stata fortemente biasimata dagli avvocati dell'accusa:

La morte prematura del nostro assistito è stata uno shock per i suoi familiari, che sono in balia del dolore. E così recente, che non hanno ancora organizzato il servizio funebre. Per responsabilità professionale, abbiamo informato i legali del signor Spacey dell'accaduto. Abbiamo spiegato loro la nostra volontà di voler concedere ai familiari del signor Doe il tempo necessario per superare il dolore immediato e paralizzante e iniziare a sistemare i suoi affari, prima di avvisare la corte. Cosa che è una nostra prerogativa, in quanto suoi avvocati. Il signor Spacey ha ignorato la nostra richiesta e ha comunicato la morte del signor Doe ieri, senza il nostro consenso.

I legali del massaggiatore hanno spiegato che, dal momento dell'avviso, gli eredi hanno 90 giorni di tempo per subentrare nella causa del loro congiunto, prima che venga archiviata. E hanno definito la scelta di Spacey "inutile e spregevole".

Ma anche se affrontare insieme l'iter burocratico e il dolore della perdita sarà molto duro, gli avvocati dell'accusa hanno dichiarato che continueranno a combattere, come avrebbe voluto il loro assistito:

Il signor Doe era un uomo di mezza età dignitoso e gentile, traumatizzato dalla presunta aggressione sessuale del signor Spacey. In seguito a questa causa, il nostro studio è stato contattato da altre vittime in tutto il mondo. Il signor Doe ha creduto alle loro storie strazianti e nei suoi ultimi mesi di vita non vedeva l'ora di poter perorare le loro cause in tribunale. La sua lotta per avere giustizia è più viva che mai.

La battaglia continua. Per sapere come andrà a finire, non resta che aspettare.

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