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City Hunter: Private Eyes - La recensione del ritorno di Ryo Saeba

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City Hunter torna con un nuovo film d'animazione per festeggiare i 30 anni dall'inizio della serie animata. Ecco la recensione.

City Hunter Shinjuku Private Eyes poster Aniplex/Sunrise/Nexo Digital

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Il leggendario sweeper di Shinjuku torna finalmente dopo tanto tempo per un’occasione speciale, che lo porta addirittura al cinema. City Hunter è indubbiamente uno dei manga e anime più popolari provenienti da quella fucina di capolavori che era lo Shonen Jump degli anni ’80. La serie di Tsukasa Hojo si è ormai conclusa da tempo, ma questo non ha fatto disinnamorare i fan della figura di Ryo Saeba e degli altri personaggi di contorno, tra cui la sua fida compagna Kaori Makimura.

Quest’anno cadeva l’anniversario per i 30 anni dalla messa in onda della prima puntata dell’anime e, per festeggiare, Sunrise e Aniplex hanno realizzato il film City Hunter: Shinjuku Private Eyes, il quarto lungometraggio nella lunga storia della serie, che vanta anche un anime da 140 episodi divisi in quattro stagioni, oltre a svariati special televisivi.

Il nuovo film, ribattezzato in Italia City Hunter: Private Eyes, è diretto da Kenji Kodama, già regista delle prime due serie animate. In Giappone è uscito a febbraio di quest’anno registrando un grande successo di pubblico, con oltre 12 milioni di euro incassati nel suo periodo di permanenza nei cinema nipponici.

Finalmente il film arriva anche in Italia con una proiezione speciale programmata da Nexo Digital in collaborazione con Dynit, che vedrà City Hunter nelle sale nelle giornate del 2, 3 e 4 settembre (l’elenco delle sale aderenti è su www.nexodigital.it).

Abbiamo avuto occasione di vedere in anteprima il nuovo lungometraggio animato e vi raccontiamo com’è riguardare le avventure di City Hunter dopo tutto il tempo passato da quando l’anime era trasmesso in Italia.

Nuova Shinjuku, stessi personaggi

Ryo Saeba pistolaHDAniplex/Sunrise/Nexo Digital

La storia di City Hunter: Private Eyes si apre con uno spericolato inseguimento per le strade di Shinjuku; la prima cosa che notiamo è come l’ambientazione sia ormai moderna, le auto sfrecciano per l’area di Kabukicho e possiamo notare la gigantesca testa di Godzilla che svetta sopra il palazzo del famoso cinema Toho, testa esistente anche nella realtà e costruita pochi anni fa.

La Shinjuku che i fan ricordavano aveva un sapore più anni ’80, periodo a cui Tsukasa Hojo faceva in effetti riferimento per la sua opera. Ma si sa, in trent’anni le cose cambiano e una città sempre in movimento come Tokyo si evolve a una velocità vertiginosa, con nuovi palazzi e costruzioni e le nuove tecnologie ormai onnipresenti. All’improvviso un razzo lanciato da uno dei criminali in fuga rischia di colpire la testa inerme di Godzilla, ma un proiettile lo fa esplodere prima dell’impatto: certe cose, nonostante il passare degli anni, non cambiano mai e sono sempre una certezza, proprio come il nostro Ryo Saeba, che compare in grande stile fermando i criminali.

La trama dunque prende il via in una Tokyo attuale ma con i personaggi della serie, quelli che conosciamo da sempre, per nulla cambiati. Nell’epoca tecnologica di oggi anche la lavagnetta della stazione di Shinjuku dove scrivere XYZ è ancora presente, ma anch’essa si è aggiornata diventando virtuale e funzionando tramite un’app.

Ryo Saeba XYZ appAniplex/Sunrise/Nexo Digital

Anche in questo caso il film ruota attorno a una bella donna, come per la maggior parte dei lavori a cui Ryo Saeba si dedica. La modella Ai Shindo chiede aiuto allo sweeper dopo essersi accorta di essere nel mirino di alcuni misteriosi criminali per una ragione che ancora non comprende. Quello che inizia come un normale lavoro da guardia del corpo ben presto assume le dimensioni di una cospirazione internazionale che rischia di mettere in pericolo l’intera città.

In mezzo a questi problemi, Kaori reincontra un vecchio amico d’infanzia, ora a capo di una potente azienda tecnologica, che inizia a mostrare interesse per lei, provando così a mettersi in mezzo tra lei e un apparentemente disinteressato Ryo. Il nostro sempre “allupato” protagonista dovrà dunque difendere la città e i suoi interessi da più fronti.

La leggenda di Ryo Saeba

City Hunter Private Eyes in ShinjukuHDAniplex/Sunrise/Nexo Digital

Lo svolgimento di City Hunter: Private Eyes non è diverso dai casi a cui i suoi fan sono stati abituati in anni di storie create da Tsukasa Hojo. Il film è una notevole operazione nostalgia che fa le cose in grande, mettendo in campo tutti i personaggi ricorrenti, come se fosse una puntata della serie ma più lunga e epica del normale. Non ci saranno sorprese o guizzi di originalità nel susseguirsi delle vicende, ma d’altronde va bene così, perché il film è pensato principalmente per i fan che hanno amato Ryo Saeba e le sue avventure e che dopo tanti anni dalla fine della serie vogliono rivivere una storia vecchia scuola, nonostante il setting sia più moderno.

In Private Eyes c’è tutto: le gag di Ryo che prova a fare il cascamorto con ogni bella fanciulla che incontra - con conseguente martellata di Kaori -, molte scene d’azione in cui il nostro sweeper mostra le sue incredibili capacità e momenti più rilassati e toccanti tra i diversi personaggi coinvolti. Ovviamente non è da dimenticare la comparsa, già vista nei trailer, del trio Occhi di Gatto: le tre sorelle sono infatti protagoniste di alcune scene divertenti che faranno la gioia dei fan di entrambe le opere di Tsukasa Hojo.

A non brillare particolarmente è il cattivo di turno, mosso da obiettivi piuttosto blandi e poco credibili e che si avvarrà di un esercito di droni per dimostrare una sorta di superiorità delle nuove tecnologie in uno scontro tra la potenza militare moderna e la vecchia scuola portata avanti invece da gente come Ryo Saeba e Umibozu, o Falcon, se preferite.

L’operazione nostalgia continua poi anche dal punto di vista delle voci italiane, infatti è ben gradito il ritorno dei doppiatori storici per tutti i personaggi classici. La loro interpretazione è sempre godibile anche su grande schermo e vi sembrerà che non sia passato un giorno dai pomeriggi passati a guardare l’anime oltre vent’anni fa.

Personaggi e poster City Hunter Private EyesAniplex/Sunrise/Nexo Digital

Le animazioni hanno uno stile molto più moderno che svecchia quelle del passato, ma allo stesso tempo riesce a rendere bene il tratto di Tsukasa Hojo, soprattutto quello degli ultimi albi, con una Kaori disegnata in maniera molto più femminile del solito.

City Hunter: Private Eyes è un film pensato fondamentalmente per i fan storici che desiderano rivedere i loro beniamini in una nuova avventura dopo tutto il tempo trascorso dalla fine della serie. Non aspettatevi sorprese o colpi di scena incredibili dalla storia, ma aspettatevi tutto ciò che vi ha fatto amare l’opera del maestro Tsukasa Hojo, qui esaltata all’ennesima potenza.

Un ultimo consiglio: alla fine del film aspettate dopo i titoli di coda per potervi gustare una divertente scena extra.

Voto8/10

City Hunter: Private Eyes è un film dedicato principalmente ai fan nostalgici delle grandi avventure di Ryo Saeba. Se lo sweeper di Shinjuku vi mancava non ne rimarrete delusi.

Silvio Mazzitelli

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