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Nicholas Sparks vince la battaglia legale contro l'ex preside della sua scuola

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Nicholas Sparks ha vinto la causa contro l'ex preside della sua scuola privata, che lo aveva accusato di razzismo, omofobia e licenziamento senza giusta causa.

Nicholas Sparks Getty Images

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La battaglia legale tra Nicholas Sparks e Saul Benjamin si è finalmente conclusa. Lo scrittore ha vinto su tutta la linea, mettendo così a tacere una polemica che dura dal 2014.

Come forse sapete, a giugno 2019 è scoppiata una bufera mediatica che ha rischiato di travolgere l’autore di Le parole che non ti ho detto e Le pagine della nostra vita. Il Daily Best, infatti, ha pubblicato nuovamente delle vecchie mail private tra lo scrittore e Saul Benjamin, ex preside dell’istituto Epiphany School of Global Studies.

Lo scrittore Nicholas SparksGetty Images
Nicholas Sparks alla presentazione del film La scelta

La scuola è stata fondata dallo stesso Sparks nella città di New Bern in North Carolina ed è finita al centro di una vera e propria battaglia. L’ex preside ha accusato Sparks di razzismo e omofobia e lo ha citato in giudizio per licenziamento ingiusto. Secondo il racconto dell’uomo, lo scrittore avrebbe messo in giro delle false voci sulla sua salute mentale per screditarlo.

Ebbene, il giudice ha dato ragione a Sparks. Durante il processo, infatti, si è scoperto che l’ex preside ha lasciato volontariamente il suo posto qualche giorno prima che il consiglio si riunisse per decidere il da farsi. A quanto pare, la scuola era già propensa al licenziamento per via di alcune menzogne sulle passate esperienze lavorative contenute nel curriculum di Benjamin. Sembra, inoltre, che l’ex preside abbia mentito anche sullo stato delle finanze scolastiche, nascondendo una situazione poco rosea.

Insomma, Sparks si è preso la sua rivincita. In realtà, un giudice si era già pronunciato a suo favore per le accuse di razzismo scaturite dalla mancata concessione di un permesso a un gruppo di studenti della scuola, che desideravano fondare un club LGBTQ. Proprio riguardo a questa faccenda, lo scrittore ha pubblicato qualche giorno fa un post di chiarimento in cui dichiara:

Credo nel principio fondante della scuola, che consiste nell’amare Dio e il tuo prossimo come te stesso, inclusi i membri della comunità LGBTQ. Credo e sostengo senza riserve il principio secondo cui tutti gli individui dovrebbero essere liberi di amare, di sposarsi e di avere figli con la persona che scelgono, indipendentemente dall’identità di genere o dall’orientamento sessuale. Sono un sostenitore del matrimonio gay, dell’adozione gay e della parità dei diritto del lavoro…

Dopo il verdetto, lo scrittore ha inviato tramite i suoi legali una nota di ringraziamento a quanti lo hanno supportato. I legali di Sparks hanno sottolineato anche come l’esito del processo abbia sancito definitivamente che il loro assistito e la scuola hanno sempre agito nell’interesse degli studenti. 

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