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The OA, la serie cancellata dopo due stagioni

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Prairie Johnson non tornerà: la serie The OA è stata cancellata dopo la seconda stagione. Brit Marling si è congedata dai fan con un lungo post su Instagram.

Brit Marling alla prima di The OA Getty images

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Cattive notizie per gli appassionati di The OA. Netflix ha deciso di cancellare la serie dopo la seconda stagione. L'annuncio arriva a pochi mesi di distanza dall'uscita del nuovo ciclo di episodi, rilasciati lo scorso 22 marzo.

The OA racconta la vicenda di Prairie Johnson, una giovane donna che riappare 7 anni dopo essere scomparsa, con una misteriosa ferita sulla schiena e guarita dalla cecità. Prairie si definisce il "Primo Angelo" (in inglese, "Original Angel", ovvero OA) e condivide la sua storia con un gruppo di adolescenti e una loro insegnante. All'apparenza, con l'obiettivo di addestrarli per una non meglio precisata missione.

Come scrive Variety, la serie ha ricevuto recensioni perlopiù positive dalla critica e vanta un ragguardevole indice di gradimento dell'84% su Rotten Tomatoes. Ma evidentemente qualcosa non ha funzionato.

Deadline osserva che la scelta della piattaforma di streaming non è sorprendente e fa parte di uno schema operativo ben definito. In generale, Netflix ha un tasso di rinnovo tra la stagione 1 e la stagione 2 relativamente alto (circa l'80%). Ma in seguito il valore decresce. A incidere in maniera importante è la risposta del pubblico a fronte dei costi, che diventano significativamente maggiori.

Come riporta TV Line, la vicepresidente della programmazione originale di Netflix, Cindy Holland, ha salutato e ringraziato gli autori di The OA con parole di grande stima e affetto:

Siamo incredibilmente orgogliosi dei 16 ipnotizzanti episodi di The OA e siamo grati a Brit Marling e al co-creatore Zal Batmanglij per avere condiviso con noi la loro audace visione e averla realizzata con il loro eccezionale talento. Non vediamo l'ora di lavorare di nuovo con loro in futuro, in questa o magari in molte altre dimensioni.

Da parte sua, Brit (anche interprete della protagonista) si è congedata dai fan con un lungo messaggio su Instagram (che contiene spoiler che non trovate nella traduzione). Nel post, non ha nascosto il dispiacere per non poter proseguire a raccontare la storia di Praire, ma ha pure espresso la sua gratitudine per l'occasione che ha avuto di parlare di argomenti che le stanno molto a cuore e di un genere che ama in modo particolare, la fantascienza:

Zal e io siamo profondamente tristi di non poter concludere questa storia. Quando ho ricevuto la notizia, sono scoppiata in lacrime. [...] È stato un viaggio intenso per tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto e che lo hanno avuto a cuore. Una volta, a un panel, qualcuno mi ha chiesto: 'Perché sei così ossessionata dalla fantascienza?'. Non mi ero mai resa conto di essere 'ossessionata' [...], ma da allora ho riflettuto a lungo su quella domanda e penso che la risposta più vicina alla verità sia che è molto difficile scrivere storie sul mondo reale, quando non ti mai sentito libero in esso. Come donna che scrive personaggi per sé stessa e per altre donne, ho avuto spesso l'impressione che non ci siano molte strade asfaltate per viaggiare nella narrativa. [...] La fantascienza ha spazzato via il mondo reale come una lavagna magica. Ha detto di immaginare altro al suo posto. E così abbiamo fatto.

L'autrice e attrice ha concluso con un pensiero per tutti coloro che hanno preso parte al progetto e Netflix:

Questo è ciò che The OA è stato per Zal e per me e per tutti gli artisti che hanno lavorato con noi. La possibilità di entrare in un altro mondo e sentirci liberi in esso. Siamo profondamente grati a Netflix e alle persone con cui abbiamo lavorato per aver reso possibile la Parte I e la Parte II. Siamo orgogliosi di quelle 16 ore senza compromessi. 

I fan avranno un'altra occasione per viaggiare nel tempo e nello spazio con le storie di Brit Marling? Come sempre, per saperlo, l'unica cosa che si può fare è aspettare.

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