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Chernobyl: Jared Harris reagisce alle 19 nomination agli Emmy e parla del ruolo della paura nel lavoro di attore

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Jared Harris, interprete di Valery Legasov in Chernobyl, ha commentato le 19 candidature agli Emmy della miniserie e ha parlato di come la paura dia significato alla sua scelta di essere attore.

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Critica e pubblico avevano già incoronato Chernobyl come la rivelazione dell'anno e adesso è arrivata la conferma degli Emmy Awards 2019. La miniserie realizzata da HBO in collaborazione con Sky Atlantic ha conquistato ben 19 nomination, piazzandosi al terzo posto dietro l'asso pigliatutto Game of Thrones (32) e la brillante La fantastica signora Maisel (20).

Il racconto dell'esplosione del reattore nucleare in Ucraina compare in una molteplicità di categorie - dalla regia alla sceneggiatura, dal trucco all'hair style - e ha portato a casa anche la candidatura per il Miglior attore protagonista in una miniserie o film.

L'interpretazione dello scienziato Valery Legasov offerta da Jared Harris è valsa alla star britannica la seconda nomination dopo quella per il ruolo di Lane Pryce in Mad Men ed è senza dubbio una delle ragioni del grande successo dello show (che non a caso è in corsa come Miglior miniserie).

Come riporta Entertainment Tonight Canada, l'attore ha saputo della nomination dalla moglie e ha dichiarato che è stata "davvero una bella giornata".

Harris è rimasto sorpreso dal numero di candidature ottenuto da Chernobyl, ma ha osservato che è il riconoscimento della grande qualità della produzione targata HBO e Sky Atlantic:

Quando leggi i social, la gente parla delle scene, della scenografia, della colonna sonora. Gli spettatori erano consapevoli dell'importanza di ogni singolo elemento della serie.

L'interprete inglese ha rivelato che il lavoro di Craig Mazin lo ha convinto immediatamente:

Ho letto molte sceneggiature e ho imparato che bastano 10 o 15 pagine per capire quanto è competente lo scrittore. Tutte quelle [che ho accettato, inclusa Chernobyl, n.d.r.] mi hanno catturato subito.

D'altra parte, come ha rivelato in una intervista a CNET, l'argomento gli interessava molto:

Chernobyl ti fa suonare un campanello nella testa. Quando è accaduto vivevo a Londra e ne sono stato estremamente consapevole. Ma io ne conoscevo solo una piccola parte, invece Craig Mazin è andato a fondo nei fatti.

Chernobyl: Jared Harris è Valery LegasovHDHBO
Jared Harris nel ruolo di Valery Legasov in Chernobyl

Harris ha spiegato che ad affascinarlo sono state le molteplici sfaccetture e la complessità del tessuto narrativo:

Si parla di fallimento delle istituzioni, sacrificio individuale, eroismo e orrore. Tutti argomenti estremamente interessanti da un punto di vista informativo ed educativo. [...] Ci sono anche temi quasi omerici. Il mio personaggio e quello di Emily Watson sono le Cassandre della storia. Sanno che le cose andranno male, ma nessuno li ascolta. Sono le persone più intelligenti nella stanza, ma nessuno presta loro attenzione. [...] E sono rimasto profondamente coinvolto a livello emotivo dalle storie di sacrificio. Come quella drammaticamente toccante di Vasily Ignatenko, il pompiere che muore per le conseguenze delle radiazioni dopo essere intervenuto per spegnere l'incendio del reattore 4, e di sua moglie incinta. Sono loro le vere vittime di questa vicenda. Perché sono innocenti.

L'attore ha parlato con grande partecipazione di Valery Legasov, definendolo un "eroe riluttante" e un "uomo molto intelligente", e ha sottolineato la drammatica difficoltà dell'accademico di essere parte del sistema e uomo di scienza. Una condizione che lo ha portato a diventare "estremamente impopolare" e che ha avuto conseguenze anche sulla sua interpretazione:

Ho interpretato molti personaggi storici e questa è stata la prima volta che fare ricerca non mi ha aiutato. Anche perché i funzionari sovietici hanno tagliato [Valery Legasov, n.d.r.] fuori dalla narrativa ufficiale. Molti libri su Chernobyl non lo menzionano per nulla. Eppure, lui è stato responsabile delle attività di liquidazione. È senza dubbio una omissione interessante. [...] Ho interpretato il Valery Legasov della sceneggiatura di Craig Mazin.

Nel corso dell'intervista, Harris ha dichiarato che ritiene che Chernobyl sia arrivata "al momento giusto", sottolineando la somiglianza tra l'attività di negazione messa in atto dal governo sovietico nei confronti dell'incidente e quella di gran parte della politica e dell'opinione pubblica riguardo al cambiamento climatico e alla scienza.

L'attore ha anche speso parole di stima per i colleghi Stellan Skarsgård e Emily Watson, candidati agli Emmy 2019 nelle categorie Miglior attore non protagonista e Migliore attrice non protagonista in una miniserie o film. Oltre a lodare il loro talento, Harris ha raccontato che hanno contribuito ad alleggerire l'atmosfera sul set e a mantenere un ambiente di lavoro sereno e produttivo:

Stellan ed Emily sono molto divertenti. Abbiamo lavorato molto bene insieme e abbiamo goduto della reciproca compagnia. [...] Stellan è un uomo semplicemente adorabile. È intelligente, accomodante e ha un incredibile talento. Nel suo lavoro è un guru. È estremamente collaborativo e non scompare mai dal set. Si intrattiene con tutti. Anche se io avevo il ruolo principale, è stato lui a guidare il cast, perché tutti lo rispettano e guardano a lui come un esempio. È stato facile lavorare con lui.

Chernobyl: Stellan Skarsgård e Jared Harris sono Boris Shcherbina e Valery LegasovHBO
Stellan Skarsgård e Jared Harris sono Boris Shcherbina e Valery Legasov in Chernobyl

Nella sua lunga riflessione sulla serie, Harris si è soffermato in modo particolare sulla scena in cui Valery Legasov illustra i fatti di Chernobyl durante il processo. L'attore ha detto che è stata la più impegnativa da recitare, perché era di fatto un monologo di 24 pagine.

Ma dal punto di vista emotivo, la più sfidante è stata la sequenza in cui lo scienziato aspetta il capo del KGB dopo avere parlato in tribunale:

È stata difficile ed emozionante. Le scene in cui hai a che fare con personaggi che sai che moriranno sono sempre le più difficili.

Tuttavia, Harris ha spiegato che sono proprio quelli i momenti che danno significato al suo essere attore:

Ma a dire la verità, è una cosa che amo. Ecco perché ho scelto di fare l'attore, per giorni come quelli. Amo la paura. Quando devi affrontare una scena complessa, la notte prima è difficile dormire. Sei eccitato all'idea di affrontare quella scena e di come la gestirai e ne verrai fuori.

Chissà se il momento dell'apertura della fatidica busta che decreterà il vincitore della categoria Miglior attore protagonista in una miniserie o film agli Emmy 2019 saprà dargli le stesse emozioni...

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