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15 film da non perdere con Keanu Reeves, dal peggiore al migliore

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Bello e maledetto, segnato dalla depressione e rinato ad una seconda vita, Keanu Reeves è passato da Matrix e Point Break a The Watcher e 47 Ronin prima di risollevarsi con John Wick: ecco i suoi film migliori (e peggiori).

Un primo piano di Keanu Reeves Getty Images

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Tipo strano Keanu Reeves. Diventato icona internazionale dell'action movie grazie alle sue audaci performance fisiche unite al viso pulito dallo sguardo ammaliante, ha avuto una storia di vita per niente semplice (dall'abbandono del padre alla morte della figlia, passando per la leucemia della sorella) dalla quale ne è sempre uscito grazie al duro lavoro e alla capacità di rialzarsi dopo le batoste più dure.

Keanu Reeves in fondo non ha le doti trascendentali o il fascino magnetico di alcuni celebri colleghi della sua stessa generazione, da Brad Pitt a Johnny Depp. Ma possiede sempre quel piglio dolente e ammaliante, quello spirito genuino e rock'n'roll, che lo rendono ancora oggi l'ultimo eroe introverso di Hollywood.

Abbiamo voluto raccogliere 15 film dell'attore classe '64, classificandoli dal peggiore (o "dai peggiori", dal momento che le prime posizioni sono tranquillamente interscambiabili) al migliore. D'altronde scorrere la sua filmografia vuol dire compiere un viaggio tra i generi e i gusti del pubblico degli ultimi trent'anni.

15 – Reazione a catena

È il 1996, Neo deve ancora venire e Keanu è reduce dal set de Il profumo del mosto selvatico. Andrew Davis gli propone il ruolo da protagonista accanto a Morgan Freeman in questo thriller complottista e pieno di inesattezze scientifiche. Un prodotto così scontato e prevedibile da sembrare scritto con la carta carbone dai precedenti film di Davis, ovvero Trappola in alto mare e soprattutto Il fuggitivo. Il risultato è che Reeves, mai così bolso e inespressivo, ottiene una candidatura ai Razzie come peggior attore: perderà il Lampone d'oro battuto da Tom Arnold e Pauly Shore.

Keanu Reeves in una cartolina tedesca del film Reazione a catenaHD20th Century Fox
Keanu Reeves in una scena di Reazione a catena

14 – Replicas

Siamo nel pieno post-John Wick e Reeves prova a tornare ai fasti sci-fi di Matrix e Johnny Mnemonic. Le conseguenze sono disastrose: Jeffrey Nachmanoff dirige un improbabile pastrocchio, pieno di buchi in sceneggiatura, caratterizzato da attori imbarazzanti e una messa in scena che non sta né in cielo né in terra. La storia è quella di un neuroscienziato che, persi i suoi cari in un incidente stradale, viola la legge e la bioetica e riporta in vita i membri della sua famiglia. Il film è un flop al botteghino (8 milioni di dollari incassati negli Usa e in Canada a fronte dei 30 di budget, come rivela The Numbers) e la critica americana lo massacra: fortuna che Keanu è poi tornato in pista con John Wick 3 – Parabellum.

Keanu Reeves in un'immagine del film ReplicasHDFrancisco Collazo / Replicas Holdings, LLC
Keanu Reeves nel film Replicas

13 – The Watcher

Tempo di crisi per il buon Keanu, che ormai non ne azzecca più una. Non fa eccezione questo thriller diretto nel 2000 dall'esordiente Joe Charbanic e copia sbiadita di Seven. A Reeves tocca il ridicolo ruolo del serial killer che sceglie come vittime delle povere ragazze indifese e "insegue" il poliziotto che gli dà la caccia (James Spader). Altra nomination ai Razzie per Keanu, stavolta come peggior attore non protagonista: finisce ancora una volta sconfitto, in questo caso da Barry Pepper con l'osceno Battaglia per la Terra. Peccato: il sadico balletto sulle note di How to Make a Monster di Rob Zombie avrebbe meritato maggiore fortuna.

12 – Sweet November - Dolce novembre

Questo film di Pat O'Connor se la gioca con Tutto può succedere - Something's Gotta Give per un posto tra i peggiori. Ma se nella commedia di Nancy Meyers Keanu ha un piccolo ruolo (è il dottor Julian Mercer, il medico che salva la vita al personaggio di Jack Nicholson), in questo sciatto remake di un mélo del 1968 l'attore dà il peggio di sé. Lui e Charlize Theron, coppia che si innamora quando il linfoma di Hodgkin di lei è a uno stadio ormai non recuperabile, sono così inattendibili da risultare davvero antipatici. Un peccato perché Reeves era reduce dall'ottima prova in The Gift di Sam Raimi, dove da buon redneck brutalizzava la malcapitata Hilary Swank.

Keanu Reeves e Charlize Theron insieme nel film Sweet November - Dolce novembreHDColumbia Pictures
Keanu Reeves e Charlize Theron in Sweet November - Dolce novembre

11 – 47 Ronin

Tra realtà e fantasia, Keanu samurai è proprio deprimente. 47 Ronin rilegge una famosa leggenda giapponese all'epoca degli shogun (un gruppo di guerrieri, guidati in questo caso da un mezzosangue, che libera un feudo da un truce usurpatore) già portata al cinema con ben altri risultati da Kenji Mizoguchi nel 1941. Tanti effetti speciali e combattimenti digitali, ma poca anima e nessun cuore. Un trionfo del kitsch, che buca anche al box-office. Variety inserisce il film nella lista dei più grandi flop al botteghino di Hollywood del 2013: costato 175 milioni di dollari, ne ha infatti incassati soltanto 151, lasciando la Universal in rosso. Reeves avrà pure modo di tornare sul luogo del delitto con Man of Tai Chi, il suo squinternato esordio alla regia che almeno ha il merito di raccontare con maggiore rispetto la cultura orientale a lui tanto cara.

10 – Constantine

Entriamo nella Top 10 con uno dei titoli più controversi. L'horror metafisico di Francis Lawrence è tratto dal bellissimo fumetto DC/Vertigo Hellblazer e vede Reeves riciclare movenze, look e atteggiamento tormentato da Neo. Tanto amato quanto odiato da pubblico e critica, Constantine ha un forte impatto visivo e una sceneggiatura che nella seconda parte diventa mediocre. Il feeling di Keanu con Rachel Weisz non è dei migliori, ma per una volta l'ambiguità dell'attore dà una certa credibilità alla trama. Di culto la battuta di John quando, dopo aver sferrato un cazzotto all'Angelo Gabriele (Tilda Swinton), le dice: "Si chiama dolore, abituatici!".

Keanu Reeves sotto la pioggia in una scena del film ConstantineHDDavid James / Warner Bros.
Keanu Reeves in Constantine

9 – L'avvocato del diavolo

Altro film divisivo, ricordato soprattutto per un Al Pacino satanico completamente sopra le righe. Belli, grintosi e conturbanti, Keanu Reeves e Charlize Theron fanno il loro lavoro sporco al servizio dell'istrionico Pacino in questo legal thriller metropolitano che si conclude con una classica (e ormai celebre) trovata hollywoodiana. Ovviamente L'avvocato del diavolo non è Rosemary's Baby né il regista Taylor Hackford è Roman Polanski, ma stando al gioco ci si diverte e si prova pure qualche brivido. Battuta da ricordare: "Vanità, decisamente il mio peccato preferito". Oltre al monologo su Dio "moralista, gran sadico e padrone assenteista".

8 – Piccolo Buddha

Bernardo Bertolucci inciampa spesso e volentieri in momenti di freddezza e distacco nel racconto della vita del principe Siddhartha. L'ultimo capitolo della trilogia "orientalista", iniziata con L'ultimo imperatore e proseguita con Il tè nel deserto, sfrutta un efebico Reeves in uno dei suoi ruoli più sentiti. "Con quel film – ha detto l'attore al Corriere della Sera – lontano dalle mode New Age e dai guru di pseudo religioni che vogliono offrirti soluzioni, Bertolucci ha insegnato a scrutare l'animo umano, le sue gioie, le sue sofferenze. Ho sempre pensato che Bernardo fosse un poeta delle immagini". Ma a restare nella memoria è soprattutto il mandala di sabbia, simbolo per eccellenza dell'impermanenza di tutte le cose, spazzato via alla fine dei titoli di coda.

Keanu Reeves in una scena del film Piccolo BuddhaHDChristophe D'Yvoire / Getty Images
Keanu Reeves in Piccolo Buddha

7 – Johnny Mnemonic

Dal romanzo di William Gibson, padre del cyberpunk, l'esordio alla regia dell'artista multimediale Robert Longo è un action thriller hi-tech pieno di difetti (dallo scarso senso dell'azione alla mancanza di un villain credibile) eppure seminale per un certo modo di intendere la fantascienza e il suo immaginario tecnologico che verrà. Se la controcultura cyberpunk non è mai diventata mainstream, il "merito" è anche di questo film. Stroncato dalla critica, Johnny Mnemonic è valso a Reeves un'altra candidatura ai Razzie come peggior attore protagonista, battuto per un soffio dal solito Pauly Shore. Negli Usa, il monologo sul "servizio in camera" (i piaceri perduti insieme a birra, sandwich, camicia pulita e puttana da 10.000 dollari a notte) è diventato fonte di numerose parodie.

6 - John Wick

Citando Gomorra, "mo ce ripigliamm' tutt' chell che è 'o nuost". Dopo anni di flop, fallimenti, progetti abortiti e lontananza forzata dagli studios, John Wick è il personaggio della rivalsa per Keanu Reeves: un violentissimo revenge movie che porta alle estreme conseguenze il concetto del "cine-picchiaduro". Un giocattolone che è stato capace di costruire una saga attorno ad un killer spietato ma dai sani principi morali e soprattutto ha rilanciato la carriera del suo protagonista. Costato 28 milioni di dollari, ne ha incassati 88 in tutto il mondo (come rivela Box Office Mojo) e ha generato due sequel. L'ottimo risultato al box-office del terzo capitolo Parabellum ha spinto Lionsgate a confermare John Wick 4 nel 2021. Per i fan più precisi, ad oggi il kill count annovera 299 uccisioni in tre film.

Keanu Reeves in John WickHDLionsgate
Keanu Reeves cammina minaccioso in una scena di John Wick

5 - Belli e dannati

Soltanto un regista come Gus Van Sant poteva frullare cinema indie, Shakespeare e Orson Welles e firmare un ritratto così toccante sul mondo dei giovani marginali. My Own Private Idaho (sempre meglio ricordarlo con il suo titolo originale, che cita una canzone dei B-52s) schiera un giovanissimo Keanu Reeves nei panni di Scott (personaggio ispirato al Principe Hal nell'Enrico IV), un tossico figlio ribelle del sindaco di Portland, che per vivere si prostituisce insieme al narcolettico Mike (River Phoenix), innamorato di lui. Phoenix, promessa spezzata da un'overdose di cocaina ed eroina la notte del 31 ottobre 1993, vinse la Coppa Volpi a Venezia per la sua performance. Quella morte ha segnato per sempre Keanu. "Il lutto e la sofferenza – ha detto al Guardian – sono cose che non se ne vanno mai, restano con te: vanno e vengono come la marea". Sempre con Phoenix, Reeves ha messo in mostra il suo talento comico in Ti amerò... fino ad ammazzarti, nel quale forma con William Hurt uno spassoso duo di tossici killer.

Keanu Reeves e River Phoenix in una scena del film Belli e dannatiHDFine Line Features
Keanu Reeves e River Phoenix in Belli e dannati

4 - Dracula di Bram Stoker

Nel capolavoro di Francis Ford Coppola, che attraverso il mito del vampiro racconta un secolo che sta morendo e la nascita del cinema, Keanu Reeves è l'avvocato Jonathan Harker, incaricato dalla sua ditta di concludere l'acquisto di alcune case in diversi punti di Londra per conto dell'eccentrico conte transilvano. L'attore non regge il confronto tra il Dracula di Gary Oldman e il Van Helsing di Anthony Hopkins, però gioca la sua partita con onesta professionalità dentro un film più grande di lui. Sorprende piuttosto il mistero del suo matrimonio (trentennale) con Winona Ryder: a insinuare il dubbio è stata proprio l'attrice, che ha ricordato la cerimonia che ha legato i due sul set del film di Coppola nel 1992.

Winona Ryder e Keanu Reeves in una scena del film Dracula di Bram StokerHD20th Century Fox
Winona Ryder e Keanu Reeves in Dracula di Bram Stoker

3 – Speed

Il primo grande successo commerciale di Keanu Reeves, affiancato da Sandra Bullock e dal cattivissimo Dennis Hopper. Costato 28 milioni di dollari, il film di Jan de Bont ne ha incassati più di 350 in tutto il mondo. Il merito è di una narrazione e di una confezione che non lasciano mai un attimo di respiro allo spettatore: un action simbolo degli anni '90, fatto di adrenalina allo stato puro, battute divertenti e suspense oltre ogni limite. Si narra che un produttore Fox si rese conto di avere tra le mani un film di enorme successo quando, durante un test screening, notò che gli spettatori che dovevano andare in bagno camminavano all'indietro per perdersi il meno possibile. Speed ha vinto due Oscar e generato un trascurabile sequel, Speed 2 - Senza limiti, con la Bullock ma senza Reeves.

Sandra Bullock e Keanu Reeves in una scena del film SpeedHD20th Century Fox
Sandra Bullock e Keanu Reeves in Speed

2 – Matrix

Il cult movie che segna la fine degli anni '90 e l'avvento del nuovo millennio, l'opera che ha tecnicamente e narrativamente cambiato la fantascienza al cinema e ha coinvolto persino filosofi come Žižek e Baudrillard. Uscito il 31 marzo del 1999, il film degli allora fratelli Wachowski diventa subito manifesto del postmoderno e del postindustriale, imbevuto com'è di simbologie esoteriche, riferimenti religiosi e letterari, rimandi ai manga e ai classici di Asimov e Gibson. Neo è il prescelto che può liberare l'umanità dal dominio delle macchine e da un mondo simulato digitalmente: e pensare che il ruolo era stato cucito su misura per Brandon Lee, scomparso però qualche anno prima delle riprese. Per Reeves, perno centrale del film, è una benedizione: l'attore ha appena 35 anni all'epoca eppure è già all'apice della carriera. Dovrà cadere prima di risalire. Intanto, le Wachowski avranno modo di concludere (e secondo molti rovinare) la saga con i due capitoli finali.

1 – Point Break - Punto di rottura

Kathryn Bigelow guarda ai classici (soprattutto Don Siegel e Sam Peckinpah) polverizzando il dominante machismo post-reaganiano con il racconto di due solitudini destinate a restare infelici. Innovativo e imprevedibile, l'emozionante action thriller della regista sulla banda dei surfisti, nella quale si infiltra l'agente novellino Johnny Utah di Reeves (in sana ed omoerotica concorrenza con l'altro sex symbol del film, Patrick "Bodhi" Swayze), continua ad essere un unicum nel suo genere a quasi trent'anni di distanza, specie considerando il pessimo remake con Leke Bracey ed Edgar Ramirez. Utah è un ruolo che consacra Keanu a star hollywoodiana, è proprio il caso di dirlo, sulla cresta dell'onda.

Keanu Reeves e Patrick Swayze in una scena del film Point BreakHD20th Century Fox
Keanu Reeves e Patrick Swayze in Point Break

 

Scorrendo questa lista, la carriera di Keanu Reeves appare ancora solida e pronta ad aprirsi a nuove esperienze.

Tanto è vero che mentre è su Netflix nella rom-com Finché forse non vi separi (nei panni di... sé stesso: il film è online dal 31 maggio 2019), l'attore ha già in pre-produzione altri quattro titoli, tra cui la commedia musicale Bill & Ted Face the Music e l'action automobolistico Rally Car.

Un'autentica seconda vita, celebrata sul web persino con innuemerevoli meme di una sua epica camminata al rallentatore. E voi, che film di Keanu preferite? C'è qualcosa che manca e aggiungereste alla lista?

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