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Accordi milionari, ritardi e rifiuti: gli ultimi colpi di scena del caso Weinstein

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La vicenda di Harvey Weinstein è tutt'altro che conclusa. I legali del produttore stanno cercando di raggiungere un accordo con una parte delle vittime e degli accusatori, ma la situazione è intricata e lontana da una fine.

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Il polverone si è posato, ma lo scandalo delle molestie e violenze sessuali che ha travolto Harvey Weinstein è tutt'altro che archiviato. Dopo avere tenuto banco per mesi sulle prime pagine dei giornali, si è trasferito nelle aule dei tribunali e ha assunto nuova forma in una guerra senza esclusione di colpi tra avvocati.

Come riportano Variety e The Hollywood Reporter, l'ultimo atto (il più recente) sarebbe un accordo di risarcimento del valore di 30 milioni di dollari proposto dai legali della The Weinstein Company (TWC) agli accusatori del produttore e ai loro avvocati, oltre che ai creditori e agli ex dipendenti della compagnia. Altri 14 milioni di dollari sarebbero destinati al pagamento dei legali dei manager della TWC coinvolti nella causa di fallimento. L'intero importo sarebbe coperto dalle polizze assicurative della Weinstein Co. 

Con l'accordo, gli avvocati del produttore puntano a chiudere tutte le pendenze del loro assistito e dei suoi ex soci (per quanto concerne l'attività della compagnia in liquidazione). Ma non tutte le parti sarebbero soddisfatte della proposta. Come osserva Variety, l'intero accordo potrebbe saltare se gli avvocati di Weinstein non escluderanno alcune cause, in modo che restino aperte e possano essere perseguite in altre sedi.

Paz de la Huerta è una delle accusatrici di WeinsteinGetty Images
Paz de la Huerta accusa Weinstein di averla violentata due volte

Tra coloro che non sono intenzionati ad accettare la proposta così com'è stata formulata c'è l'attrice Wedil David, che accusa il manager di averla violentata nel 2016. Gli avvocati della donna, Douglas Wigdor e Kevin Mintzer, hanno dichiarato che l'accordo è tutt'altro che in dirittura d'arrivo e che la loro assistita lo ha "respinto con fermezza" perché non offre giustizia alle vittime:

Purtroppo, anziché compensare in modo adeguato le vittime di stupro e violenza sessuale da parte di Harvey Weinstein che hanno intrapreso le strade praticabili entro i termini di prescrizione, l'accordo porterebbe milioni di dollari agli ultra ricchi amministratori della Weinstein Co., come James Dolan, e ai loro avvocati. Inoltre, permetterebbe a Harvey Weinstein e agli uomini che gli hanno permesso di fare quello che ha fatto, incluso suo fratello Robert Weinstein, di sottrarsi alle loro responsabilità e all'obbligo di risponderne, apparentemente senza contribuire con un centesimo del loro denaro.

Wigdor e Mintzer hanno puntualizzato che David "non biasima le vittime che accettano l'accordo", ma che non ha intenzione di partecipare a un processo che è "fondamentalmente viziato da un difetto di forma e ingiusto".

Aaron Filler, avvocato dell'attrice Paz de la Huerta, che accusa Weinstein di averla violentata due volte, ha risposto dicendo che un simile presa di posizione rischia di danneggiare le altre vittime:

All'atto della sua decisione, Wedil David dovrebbe avere ben chiaro che, se l'accordo fallisce perché lei si tira indietro, altre vittime saranno private anche di questa parziale giustizia e costrette ad affrontare una lunga causa legale. Ovvero, quello che vogliono evitare accettando questo risarcimento.

Ma Wigdor e Mintzer hanno replicato duramente:

È vergognoso che un avvocato critichi la vittima di uno stupro per avere esercitato i suoi diritti a procedere nella causa. [...] Inoltre, come il signor Filler dovrebbe ben sapere, la riluttanza della nostra cliente ad accettare la proposta ha già migliorato l'accordo di svariati milioni per tutte le vittime, inclusa la sua assistita.

Sull'onda del nuovo clamore suscitato dalla vicenda, è intervenuta anche Ashley Judd. L'attrice, che ha rivelato di aver subito molestie da parte di Weinstein ed è stata inserita dal produttore in una "black list" che ha avuto pesanti ripercussioni sulla sua carriera, ha chiarito che la sua causa contro l'ex boss di Miramax non fa parte di quelle interessate dalla proposta di accordo e che lei è intenzionata ad andare avanti e a portare Weinstein in tribunale:

In base a quanto scrive Deadline, se le parti troveranno un accordo sulla proposta di risarcimento, l'ultima parola spetterà al giudice del tribunale fallimentare, che deciderà il 4 giugno 2019 se dare l'autorizzazione a procedere alla transazione.

In ogni caso, anche se tutte le vittime accetteranno l'offerta, Harvey Weinstein avrà ancora diversi conti aperti con la giustizia

Come ricorda The Hollywood Reporter, a settembre 2019, il produttore andrà a processo a New York per un'accusa di stupro e per una di violenza sessuale relative a fatti avvenuti rispettivamente nel 2013 e nel 2006. Inoltre, un giudice federale ha concesso l'autorizzazione a procedere contro l'ex boss di Miramax in un altro caso che vede coinvolte numerose donne e che riguarda presunti abusi e violenze compiuti in un arco temporale che va dal 1993 al 2011.

Insomma, la vicenda è in piena evoluzione. Restate sintonizzati per tutti gli aggiornamenti.

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