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Wolf Call, la recensione: quando un blockbuster francese surclassa i thriller americani

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Un sorprendente esordio francese surclassa le ultime prove statunitensi sottomarine: Wolf Call è un'entusiasmante thriller a bordo di un sottomarino, tra lealtà al paese e fiducia tra commilitoni. La recensione del film.

I protagonisti di Wolf Call Adler

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Non fosse per i nomi dei sottomarini coinvolti, i riferimenti all'Eliseo o le coordinate geografiche citate qua e là in Wolf Call (Le chant du loup in lingua originale) si stenterebbe a credere di essere di fronte a un film francese. Di storie sorprendenti dietro questo film se ne nascondono parecchie, così come di motivi per ammirare (e un po' invidiare) i nostri vicini cinematografici, in grado di organizzare la produzione di un film tanto ambizioso, senza mai sfigurare.

L'aspetto più sorprendente è proprio quello: Wolf Call s'inserisce così bene e così a fondo nel genere del thriller militare a bordo di un sottomarino da sfiorare l'etichetta di "americanata", pur essendo di gran lunga migliore delle ultime prove statunitensi in questo comparto. Il film di Antonin Baudry annichilisce colleghi statunitensi recenti come Hunter Killer – Caccia negli abissi (di cui vi ho già parlato) e guarda senza vergogna ai grandi classici del genere come Caccia a Ottobre rosso.

Una scena da Wolf CallHDAdler
Le riprese di Wolf Call sono state organizzate a bordo di veri sottomarini della Marina francese

Non solo la storia riesce ad essere grandiosa rimanendo a ridosso della verosimiglianza, non solo la regia è convincente e riesce a costruire un crescendo di tensione e drammaticità. A sorprendere di Wolf Call è la resa assolutamente allo stato dell'arte a livello visivo, con ambienti realistici, CGI ottimamente realizzata e la totale assenza di scene che denuncino il passaporto europeo del film.

È un monumento al grandeur produttivo di un paese che - cinematograficamente parlando - riesce a dare il meglio di sé sia in comparto autoriale sia in quello commerciale, dove produttori come Jérôme Seydoux sono in grado di mettere in piedi operazioni degne di uno studio hollywoodiano.

Dall'ambasciata al set

L'antefatto di questo progetto è ancor più sorprendente e merita un racconto a parte. Il regista di Wolf Call, Antonin Baudry, è un assoluto esordiente nel mondo del cinema. Il che è abbastanza incredibile e non solo perché il film vanta una regia trascinante, professionale e carismatica. Come fa un regista senza alcun tipo di esperienza a convincere un gigante dell'industria cinematografica come Seydoux a rischiare il proprio denaro in un'operazione del genere?

Sfioriamo l'incredibile se consideriamo che Antonin Baudry non proviene dal mondo del cinema, ma da quello della diplomazia. Compiuti i quarant'anni e accumulato un discreto numero di esperienze in campo militare e diplomatico (tra cui un periodo trascorso a bordo di un sottomarino nucleare francese) decide di lasciare tutto e dedicarsi alla sua grande passione: il cinema. Bussa alla porta di Seydoux, gli racconta il suo progetto ed è fatta.

Il regista Antonin BaudryHDAdler
Dalla diplomazia al cinema francese, la storia di Antonin Baudry è davvero incredibile

Così nasce Wolf Call, un film che unisce la sua conoscenza dei meccanismi controintuivi della dissuasione nucleare a tutto un repertorio di motivi classici del genere, ottimamente utilizzati. La vicenda è narrata attraverso le traversie affrontate da un Orecchie d'Oro, un tecnico altamente specializzato del suono addetto al sonar di bordo e addestrato dalla CIRA (Centre d'interprétation et de reconnaissance acoustique). Ancor oggi, in un'epoca di estrema sofisticazione digitale, l'arma migliore dietro a un sonar sottomarino è una persona dotata di orecchio assoluto, capace di interpretare i più minimi fruscii per capire cosa succede nel mondo subacqueo, dove siano posizionati i nemici e da dove arriveranno le insidie.

Attaccati durante un'operazione segreta da un misterioso sottomarino impossibile da classificare, i francesi innescheranno una catena di eventi che rispolvereranno la minaccia atomica, esplorando i complessi equilibri umani e psicologici che governano i sottomarini nucleari e il meccanismo di dissuasione dall'utilizzo dell'atomica. In un crescendo drammatico, l'ammiraglio francese interpretato da Mathieu Kassovitz, il giovane comandante con il volto noto di Omar Sy e il protagonista François Civil dovranno scegliere tra la lealtà verso compagni e superiori, l'adesione al protocollo militare o un alto tradimento che potrebbe evitare un conflitto nucleare.

Meglio degli americani

Seppur un po' trattenuto da personaggi raramente al di fuori dello stereotipo, Wolf Call colpisce per la capacità d'intrattenere condendo la sua storia con informazioni di prima mano sul mondo subacqueo della difesa. Dall'esperienza diretta di Baudry il film ha ottenuto la capacità di attualizzare e problematizzare una tematica che arriva dritta dritta dalla Guerra fredda, oltre che al permesso di girare a bordo di veri sottomarini francesi, attualmente utilizzati dalla Marina. Ciò che sembra esagerazione cinematografica spesso si rivela parte del normale protocollo di queste macchine silenziose di morte, controllo e strategia della tensione.

Mathieu Kassovitz interpreta l'ammiraglioHDAdler
Mathieu Kassovitz, Omar Sy e tanti volti noti del cinema francese aggiungono un tocco di glam alla pellicola

Insomma, Wolf Call è un ottimo film di genere, sorprendente per ciò che si vede sullo schermo e ciò che si nasconde dietro una produzione così ambiziosa e imponente. Un film del genere in Europa difficilmente potrebbe essere fatto in altre nazioni, purtroppo nemmeno in Italia.

Anche perché, quando si osa e si propongono progetti diversi, intriganti e di assoluta qualità (vedi lo strepitoso Il primo re) il pubblico rimane freddo. Quindi forse quella stringa di commedie tutte una uguale alla precedente o film autoriali spesso figli di un unico stampo forse ce li meritiamo, per mancanza di ambizione produttiva e reazione del pubblico. Dovremmo imparare un po' dai francesi, che affollano le sale e rischiano in più direzioni, anche commerciali.

Wolf Call - Minaccia in alto mare sarà nei cinema a partire dal 13 giugno 2019.

Voto8,5/10

Una grande produzione francese - appassionante e ben realizzata - che non fatica a tener testa ai blockbuster "sottomarini" statunitensi, per intrattenimento e qualità. Impressionante.

Elisa Giudici

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