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George R. R. Martin ci ripensa: i finali dei libri e di Game of Thrones non sono così diversi

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Lo scrittore delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco cambia idea in corsa: secondo lui, il finale a cui porteranno i suoi romanzi e quello che vedremo in Game of Thrones 8 non saranno poi così diversi.

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I fan di Game of Thrones avevano oramai un'unica certezza: quella che i finali della serie firmata da HBO e dei romanzi di George R. R. Martin sarebbero stati sostanzialmente diversi. Proprio lo scrittore, dopo aver confermato quest'idea, ha deciso di ritrattare, facendo sapere che — in realtà — le cose potrebbero non andare poi in modo così drasticamente diverso, tra le pagine e gli episodi della serie TV.

Il finale secondo George R. R. Martin

Solo lo scorso mese di marzo, l'autore dalle cui opere si è originata la serie aveva dichiarato di non aver letto la sceneggiatura di Game of Thrones 8, motivo per cui poteva dirsi ancora più certo che il finale sarebbe stato diverso da quello dei suoi romanzi. Oltretutto, lo scrittore aveva anche rincarato la dose, facendo sapere che gli showrunner David Benioff e D. B. Weiss hanno basato la loro stesura dell'epilogo su idee che lui stesso gli aveva suggerito oramai cinque anni fa.

Un primo piano di George R. R. MartinHDGetty Images
Lo scrittore George R. R. Martin è il papà di Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, da cui nasce Game of Thrones

Sembrava a tutti gli effetti una cosiddetta situazione di "win-win", poiché in questo modo HBO non avrebbe anticipato il finale ai lettori dei romanzi, considerando che Martin è ancora all'opera sull'ormai mitologico The Winds of Winter ed è stato superato, nelle sue stesure, dagli episodi di Game of Thrones. Questo, almeno, fino a quando l'autore non ha rimescolato le carte in tavola, nel corso di un episodio di 60 Minutes (lo trovate in apertura al nostro articolo) in cui dichiara:

Non penso che il finale di Dan e Dave sia poi così tanto diverso dal mio, per via delle conversazioni che abbiamo avuto. Sicuramente, su alcuni personaggi secondari ci saranno delle differenze anche sostanziali. Ne stiamo discutendo, qui, da qualche giorno, in queste conferenze dedicate allo storytelling che si stanno svolgendo a casa mia, a Santa Fe, in New Mexico. Non c'è però modo di andare così approfonditamente nel dettaglio per tutti i personaggi minori, per quelli secondari.

A grandi linee, insomma, il finale dovrebbe essere lo stesso, mentre è lecito attendersi grandi differenze per le sorti dei personaggi secondari. La notizia è meno sconvolgente del previsto, se consideriamo che già in passato — soprattutto, da quando le stagioni di Game of Thrones hanno superato le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco — gli showrunner si sono presi qualche importante licenza poetica rispetto ai romanzi.

Game of Thrones: un'opera fedele all'originale

Nonostante le libertà che gli sceneggiatori si sono riservati nel corso degli anni per adattare la sua visione al piccolo schermo, George R. R. Martin è molto soddisfatto del modo in cui Game of Thrones ha raccontato i suoi romanzi. Secondo lo scrittore, addirittura, la visione di Benioff e Weiss è stata molto fedele a quella dei libri, anche se non in tutto:

È stato un lavoro estremamente fedele, se lo compariamo al 97% degli adattamenti televisivi e cinematografici di proprietà letterarie. Certo, non è completamente fedele, e non potrebbe esserlo: se lo fosse, avrebbe bisogno di andare avanti per altre cinque stagioni.

Come sappiamo, invece, Game of Thrones 8 segnerà la fine del cammino televisivo di Westeros, in attesa dei futuri spin-off già in lavorazione. La messa in onda è cominciata il 15 aprile (in Italia), come abbiamo raccontato nel riepilogo dell'episodio 1, "Winterfell".

George Martin e Maisie Williams al Comic-ConHDGetty Images
Maisie Williams (Arya Stark) e George R. R. Martin al Comic-Con di San Diego

Il finale farà discutere — ed è meglio così

George R. R. Martin si è anche detto certo di una cosa: il finale farà discutere. Non tanto per i suoi contenuti, sui quali lo scrittore (purtroppo o per fortuna) non si sbilancia in alcun modo, ma per il fatto che ci sarà sempre chi preferirà quello dei romanzi e chi quello della serie TV. L'autore non è però affatto turbato dalla cosa, poiché l'idea che ne nascano dei dibattiti tra i fan significa che la sua saga ha fatto esattamente quello che sperava: ha lasciato il segno.

Come dichiarato da Martin:

Ci saranno delle discussioni, ne sono certo. Penso che moltissime persone diranno 'oh, il finale di Dan e David è migliore di quello che ha scritto George, hanno fatto bene a cambiarlo'. Molte altre persone invece diranno 'no, Dan e Dave non ci hanno capito niente: il finale di George è quello migliore'. Discuteranno e litigheranno su internet, ci sarà un dibattito. E va bene così. La peggior cosa che possa capitare a un'opera d'arte, sia essa un film o un romanzo, è quella di essere ignorata.

Su questo, ne siamo sicuri, Martin può dormire sonni tranquilli: l'attesa per i rimanenti cinque episodi di Game of Thrones 8 e per il prosieguo dei suoi romanzi è alle stelle e, come ammesso da Kit Harington nei giorni scorsi, ci troviamo probabilmente di fronte a una delle più ambiziose serie TV che siano mai state realizzate.

Game of Thrones riuscirà a tenere fede alle altissime aspettative dei fan? Solo il finale potrà rispondere a questo interrogativo.

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