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Leslie Van Houten, la più giovane seguace di Manson, chiede la libertà vigilata

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Per la terza volta in 3 anni, Leslie Van Houten, la più giovane seguace di Manson, ha fatto domanda per ottenere la libertà vigilata. Il suo destino è nelle mani del governatore della California.

Charles Manson e Leslie Van Houten Wikimedia Commons

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Per la terza volta nell'arco di 3 anni, la più giovane seguace di Charles MansonLeslie Van Houten, ha avanzato domanda di libertà vigilata. A riportare la notizia è il Los Angeles Times, che scrive che il destino della donna è nelle mani del nuovo governatore della California, Gavin Newsom.

Le precedenti richieste del 2016 e del 2017 sono state rigettate dal predecessore di Newsom, Jerry Brown, che ha definito Van Houten "un pericolo irragionevole per la società".

Dopo essere scampata alla pena capitale nel 1972, la donna è stata condannata all'ergastolo. Pena confermata anche nei successivi due processi ai quali è stata sottoposta.

Van Houten ha trascorso in carcere più di 40 anni e i suoi avvocati stanno cercando da tempo di ottenere per lei la liberà condizionale, utilizzando come leva la giovane età della loro assistita quando ha compiuto i crimini per i quali è stata condannata.

La donna aveva 19 anni quando ha partecipato al brutale omicidio di Rosemary e Leno LaBianca, compiuto il 9 agosto 1969, un giorno dopo il massacro di Cielo Drive (al quale non ha preso parte).

Secondo la ricostruzione dei fatti, dopo che un altro membro del gruppo messo insieme da Charles Manson (morto in carcere nel 2017) per compiere il delitto, Tex Watson, ha pugnalato la signora LaBianca, Van Houten ha inflitto a sua volta alla donna (almeno) 14 coltellate alla schiena. Come nel precedente omicidio, il sangue delle vittime è stato usato per scrivere frasi farneticanti sulle pareti.

Dopo l'ultima e definitiva condanna, arrivata nel 1978, l'ex membro della Manson Family ha fatto richiesta di libertà vigilata per 22 volte.

Alle precedenti udienze, gli avvocati di Van Houten hanno descritto la donna come una detenuta modello, che ha conseguito una laurea in letteratura inglese e un master in scienze umanistiche e che gestisce gruppi di auto aiuto per le altre carcerate.

Nel 2017, Van Houten ha perorato la propria causa in prima persona, con una dichiarazione di colpa e pentimento:

Mi prendo tutta la responsabilità del crimine [che ho commesso, n.d.r.]. Mi prendo la responsabilità di avere permesso a Charles Manson di fare ciò che ha fatto a tutti noi. Io ho permesso che accadesse. 

Ma per l'ex governatore della California, Jerry Brown, non è stato abbastanza:

La natura aggravata del crimine basta da sola a fornire solide basi per negare la libertà condizionale, anche quando ci sono chiare prove di riabilitazione e nessun indizio di pericolosità allo stato attuale.

Del resto, la possibilità che a Leslie Van Houten sia accordata la libertà condizionale è fortemente osteggiata da sempre dai parenti delle vittime, dai procuratori che hanno seguito i vari processi e da una larga fetta dell'opinione pubblica.

Come riporta Fox News, anche la sorella di Sharon Tate, Debra Tate, ha espresso la sua completa contrarietà:

Spero soltanto che il governatore prenda la decisione giusta [e tenga Leslie Van Houten dietro le sbarre, n.d.r.].

L'iter per la libertà vigilata prevede che una commissione abbia 150 giorni per revisionare il caso e valutare l'ammissibilità della domanda. In caso positivo, l'incartamento passerà a Gavin Newsom, che deciderà se accogliere l'istanza per intero o parzialmente oppure rigettarla.

Per Leslie Van Houten inizia un'altra lunga attesa.

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