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Conversazioni con un killer: Il caso Bundy, il trailer della docu-serie

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Un feroce ritratto del serial killer Ted Bundy, l'uomo che ha ispirato il personaggio di Buffalo Bill ne Il silenzio degli innocenti, è al centro della docu-serie Conversazioni con un killer: Il caso Bundy. I quattro episodi saranno online dal 24 gennaio.

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"Mi chiamo Ted Bundy. Non ne ho mai parlato con nessuno, ma sto cercando un'opportunità di raccontare la storia nel modo migliore".

È in arrivo una nuova docu-serie originale Netflix sul famigerato serial killer Ted Bundy, fonte di ispirazione per il personaggio di Buffalo Bill nel film premio Oscar di Jonathan Demme Il silenzio degli innocenti.

La serie, composta da quattro episodi, si intitola Conversazioni con un killer: Il caso Bundy (Conversations with a Killer: The Ted Bundy Tapes) e sarà online dal prossimo 24 gennaio. La scelta della data di rilascio non è casuale: fa infatti riferimento al 30esimo anniversario della data di esecuzione del pluriomicida, avvenuta il 24 gennaio 1989.

Come possiamo constatare dal trailer che troviamo all'inizio di questo articolo, si tratta di un progetto davvero interessante che va a scavare nella psicologia di Bundy per cercare le ragioni che lo spinsero a porre fine alle vite di giovani ragazze innocenti. Come infatti viene spiegato nel video, "questa persona è convinta - irrazionalmente, ovvio - che la volta dopo si sentirà soddisfatto".

Poster ufficiale della docu-serie Conversazioni con un killer: Il caso Ted BundyHDNetflix

Il materiale utilizzato per la realizzazione di questo ritratto di uno dei più efferati assassini della storia criminale include interviste attuali, immagini d'archivio e audio registrati nel braccio della morte.

La serie è diretta dal regista Joe Berlinger, del quale vedremo presto anche un biopic sempre incentrato sulla figura di Bundy (interpretato da Zac Efron), Extremely Wicked, Shockingly Evil and Vile (ovvero "Estremamente malvagio, incredibilmente disumano e vile").

Il caso Ted Bundy

Riconosciuto autore di almeno 36 omicidi (sebbene "solo" 26 quelli da lui dichiarati) perpetrati tra il 1974 e il 1978, Ted Bundy riusciva ad attirare le sue vittime grazie al proprio aspetto angelico, agli occhi azzurri e ad un finto braccio ingessato ("A nessuno sembrava una persona in grado di distruggere giovani ragazze", si sente dire nel trailer). L'omicida si avventava poi su di loro infliggendo ogni tipo di crudeltà (percosse, morsi e sodomizzazioni) e 12 delle vittime sono state addirittura decapitate e le loro teste conservate come "trofei".

Un ritratto di Ted Bundy dalla docu-serie Conversazioni con un killer: Il caso BundyHDNetflix
Ted Bundy

All'origine della trasformazione di Bundy in sadico assassino sembrerebbero esserci due eventi che lo hanno segnato profondamente: da un lato, la brusca interruzione di una relazione con una ragazza a cui si era legato verso la fine degli anni '60; dall'altro, una scoperta scioccante: la donna a lungo creduta sua sorella era in realtà la madre biologica mentre quelli che chiamava "mamma" e "papà" erano invece i suoi nonni.

La sua furia omicida cominciò nel gennaio del 1974 quando tentò di uccidere con una spranga di ferro la giovane Joni Lenz, sopravvissuta miracolosamente. In seguito a questo episodio cominciarono a sparire diverse giovani donne americane, di cui si sarebbero ritrovati i corpi senza vita.

Nel frattempo una testimone tracciò un identikit del misterioso serial killer, che fu riconosciuto soltanto un anno dopo. Bundy venne arrestato due volte tra il 1975 e il 1977, durante le quali riuscì però a scappare e a mietere altre vittime. Tra il 1979 e il 1980 si tenne il processo, infine conclusosi con la sua condanna.

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