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James Bond ha un serio problema con l'alcool, rivela uno studio

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Il suo Vodka Martini "agitato, non mescolato" è entrato nella storia. Ma secondo uno studio pubblicato su una rivista medica australiana, quella di James Bond per l'alcool non è una innocua passione, ma una grave dipendenza.

Daniel Craig nei panni di James Bond EON Productions/GIPHY

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"Il mio nome è Bond, James Bond. E sono un alcolista". Lo 007 più famoso di sempre non l'ha mai detto, ma la sua leggendaria battuta potrebbe essere "aggiornata". Almeno, secondo uno studio pubblicato sul Medical Journal Australia.

Un gruppo di ricercatori si è aggiudicato il primo premio nell'annuale concorso natalizio dell'autorevole rivista dedicato alle ricerche più bizzarre (ma serissime e molto accurate), conducendo un'indagine sulle abitudini relative al consumo di alcool del celebre agente segreto. Il risultato? James Bond ha un serio problema con drink e compagnia.

Per un personaggio che ha fatto del Vodka Martini "agitato, non mescolato" la propria bandiera, non ci sarebbe da stupirsi. Ma secondo gli autori dello studio, intitolato significativamente Licence to Swill (in italiano, Licenza di sbevazzare), la questione è grave.

I ricercatori hanno guardato tutti e 24 i film di 007 e hanno rilevato che l'agente segreto al servizio di Sua Maestà ha portato il bicchiere alle labbra 109 volte. La media a pellicola è di 4,5 volte ed è pari a una concentrazione di alcool nel sangue di 0,36 g/dl. 

Il film in cui Bond ha bevuto di più è stato Quantum of Solace (2008), in cui 007 si è scolato ben 6 dei suoi adorati Vesper Martini. Una quantità che, secondo gli studiosi, potrebbe uccidere alcune persone.

Del resto, stando ai dati emersi dalla ricerca, l'agente segreto creato dalla penna di Ian Fleming non è particolarmente selettivo in fatto di cocktail. In 61 anni di saga, 007 ha dimostrato di essere "felice di bere qualunque drink gli capiti sotto mano". Anche se dimostra una certa preferenza per i cocktail e i superalcolici (ha bevuto birra solo 4 volte).

Le ripercussioni sulla salute a breve e lungo termine sono palesi, ma per i ricercatori c'è anche da considerare il comportamento di Bond quando beve.

Gli autori dello studio hanno osservato che, dopo uno o più drink, l'agente segreto al servizio di Sua Maestà è particolarmente incline a fare a pugni, mettersi alla guida e lanciarsi in inseguimenti (pure), giocare d'azzardo ad alti livelli, utilizzare macchinari o dispositivi complessi, entrare in contatto con animali pericolosi, cimentarsi in prestazioni atletiche estreme e... andare a letto con il nemico. A volte con corollario di coltelli e pistole sotto le lenzuola.

Tutte attività non propriamente indicate per l'incolumità personale. Di 007 e altrui.

Alle luce di tutto ciò, i ricercatori hanno stabilito che Bond soddisfa 6 degli 11 criteri che identificano l'abuso di alcool secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) e sono giunti alla conclusione che abbia un grave problema cronico con cocktail e affini.

Ma non solo. Hanno anche suggerito alcune soluzioni per permettere all'agente segreto di affrontare e risolvere la sua dipendenza.

Due dipendono direttamente da 007 e consistono nel cercare un aiuto professionale e nel trovare un altro modo per gestire lo stress che gli deriva dal suo ruolo. Invece, la terza è demandata all'MI6, che dovrebbe essere "più responsabile" e indirizzare Bond a un servizio di supporto, oltre a cambiare la propria politica in fatto di consumo di alcool sul posto di lavoro:

Per iniziare, M non dovrebbe più offrire da bere a Bond in ufficio. Inoltre, il management dell'MI6 dovrebbe rivedere il carico di lavoro dell'agente segreto, per ridurre il suo livello di stress. Sarebbero anche necessari un maggiore supporto sul campo e un più solido approccio di squadra, in modo che le responsabilità non gravino solo su 007.

Chissà se Cary Joji Fukunaga terrà in considerazione i consigli dello studio per Bond 25?

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