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In Darkness, il film con Natalie Dormer ed Emily Ratajkowski criticato per le scene di nudo gratuite

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Natalie Dormer, protagonista e sceneggiatrice di In Darkness, ha risposto alle critiche che parlano di nudità gratuite e feticismo esasperato nel thriller.

In Darkness, una scena con Emily Ratajkowski Good Films

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In Darkness è un film del 2018 di genere thriller, diretto da Anthony Byrne e scritto da Byrne stesso insieme a Natalie Dormer, star di Game of Thrones. La Dormer appare nella pellicola insieme a Emily Ratajkowski, Ed Skrein, Joely Richardson, Neil Maskell, James Cosmo e Jan Bijvoet.

Distribuito da Vertical Entertainment, il film è uscito il 25 maggio 2018 nelle sale americane, mentre per quanto riguarda l'uscita italiana non ci sono informazioni certe.

La trama parla della musicista cieca Sofia (interpretata dalla stessa Dormer) che sente dei rumori nell’appartamento sopra il proprio: in quel momento stanno uccidendo la sua vicina Veronique, interpretata dalla Ratajkowski. Questo episodio sarà l’inizio del percorso di Sofia verso la verità e verso se stessa e le proprie radici.

Sulla pellicola si sono abbattute diverse critiche e polemiche per aver mostrato del “nudo gratuito” ma soprattutto per l’inopportunità di alcune scene.            

Ecco il commento di The Hollywood Reporter.

Il film confonde la sua trama abbastanza generica con alcune scelte audaci, che oltre alle scene di sesso comprendono una sequenza di montaggio alternato che interconnette il rituale lavaggio religioso del cadavere di Veronique con immagini della doccia di Sofia, comprensiva di una scena di nudità gratuita.    

RogerEbert.com ha parlato invece di “gusto sadico” e The Guardian di “oggetti fetish ovunque”.

Natalie Dormer ha risposto personalmente alla critiche, difendendo la scelta di utilizzare i corpi come potenti veicoli espressivi (“Abbiamo tutti dei corpi, dopotutto”) e come catalizzatori fondamentali della rappresentazione delle indagini oscure della pianista protagonista.    

Inoltre la Dormer ha parlato di una certa “fedeltà al genere”.

Sullo schermo deve esserci una connessione fisica tra due persone. Questa era la mia intenzione. In un thriller i protagonisti devono sempre unirsi in qualche modo e il sesso rappresenta quella connessione. Se sei fedele al genere, devi mostrarlo.

La scena tanto contestata della doccia, ha spiegato inoltre Natalie Dormer, non era funzionale a svelare una nudità ma i tatuaggi, che connotavano meglio la protagonista.

Ma, in linea generale, a suo parere i personaggi devono mostrare una certa "vicinanza fisica" nel genere thriller, per mostrare quella concettuale.

Se i personaggi principali non hanno una connessione chiara, allora non funziona.

Siete d’accordo con la star di Game of Thrones?

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