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Norman: ecco a voi la prima intelligenza artificiale psicopatica

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Norman: l'hanno battezzata così, in onore al Norman Bates di Psycho: è la prima intelligenza artificiale psicopatica, creata al MIT a scopo di ricerca.

Norman: il MIT crea la prima intelligenza artificiale psicopatica Massachusetts Institute of Technology

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L'hanno battezzata Norman, in onore all'indimenticabile protagonista di Psycho: è la prima intelligenza artificiale psicopatica. Creata da un team del MIT (Massachusetts Institute of Technology), Norman ha lo scopo di ampliare gli studi sull'intelligenza artificiale grazie all'introduzione di dati nuovi.

Nel caso specifico, dati legati alla malattia mentale.

Se il serial killer Norman Bates - il grande Anthony Perkins, nel film diretto da Hitchcock nel 1960 - era affetto da un disturbo della personalità che lo spingeva a commettere omicidi nei panni della sua defunta madre, al MIT Norman si limita a mostrare reazioni preziose per gli scienziati di fronte a una serie di immagini.

Dal celebre Test di Rorschach - che sottopone al soggetto una serie di immagini non chiaramente definite, nelle quali ciascuno vede cose diverse - alle reazioni di fronte a immagini di vario genere, Norman non ha deluso le aspettative.

Laddove un'intelligenza artificiale standard individuava il profilo di una persona con un ombrello, Norman riusciva a scorgere quello di una donna che urlava di fronte al marito, colpito a morte. E il pensiero, che parlando di intelligenze artificiali psicopatiche era corso subito a Hal9000 di 2001: Odissea nello spazio, prende tutta un'altra direzione.

I risultati del test sono consultabili sul sito ufficiale di Norman, tramite il quale è anche possibile contattare il team di sviluppatori che gli ha dato vita e ne sta studiando il comportamento. Guardando il mondo attraverso gli occhi di uno psicopatico che non può nuocere a nessuno (chi ha detto Skynet?!), al MIT stanno ottenendo risultati preziosi.

Allo stesso modo in cui genetica, ambiente, educazione ed esperienze contribuiscono a fare di noi le persone che siamo, i set di dati selezionati per creare le intelligenze artificiali determinano il risultato del loro modo di interpretare il mondo. Mentre la convinzione che il comportamento delle macchine si possa studiare esattamente come si studia quello degli esseri umani cresce sempre più, il futuro si avvicina e le ricerche su Norman sono preziose per molti motivi.

Innanzitutto, potrebbero essere utili per svelare ai medici una parte dei meccanismi mentali che, nei pazienti in carne e ossa, portano a riconoscere la violenza in immagini che ne sono prive per i soggetti "normali".

E poi, naturalmente, c'è il futuro: il mondo si rivolgerà sempre di più al supporto dell'intelligenza artificiale per svolgere i compiti più svariati. Fare in modo di NON inserire dati pericolosi nei set che la guidano potrebbe essere una garanzia per evitare incubi alla I, Robot...

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