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NXIVM sospende tutte le operazioni dopo l'arresto di Allison Mack

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NXIVM è costretta a chiudere momentaneamente i battenti: la setta ha annunciato l'interruzione delle attività in attesa del processo a Keith Raniere e Allison Mack.

Allison Mack Getty Images

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NXIVM ha comunicato la sospensione delle proprie attività. Keith Raniere e Allison Mack non sono mai intervenuti pubblicamente sulla vicenda che li ha travolti e il comunicato è stato postato sul sito dell’associazione, in un momento imprecisato tra l’arresto dell’attrice e la prima apparizione in aula.

Allison è stata fermata il 20 aprile 2018 e rilasciata su cauzione il 24 aprile. I 5 milioni di dollari della cauzione le hanno consentito gli arresti domiciliari e l’attrice aspetterà nella sua casa la data del processo, fissata per il 1 ottobre 2018.

Nel frattempo, è comparsa di fronte alla corte federale di Brooklyn insieme a Keith Raniere ed entrambi si sono dichiarati innocenti per tutti i tre i capi di imputazione. La Mack rischia 15 anni di prigione per traffico sessuale, cospirazione mirata al traffico sessuale e cospirazione mirata ai lavori forzati.

La sospensione delle attività di NXIVM è al momento l’unica reazione dei due allo scandalo di cui sono protagonisti. Il messaggio annuncia l’interruzione di qualsiasi attività fino a prossima comunicazione e contiene anche una difesa dell’operato della setta:

Siamo delusi dall’interruzione delle nostre attività, ma riteniamo che sia un atto giustificato delle circostanze straordinarie che la società sta affrontando in questo momento. Continuiamo a credere nel valore e nell’importanza del nostro lavoro e siamo ansiosi di poter riprendere i nostri sforzi quando queste accuse saranno chiarite.

I due continuano quindi a negare qualsiasi accusa. In un precedente post sul sito, Raniere in persona aveva chiarito che tutte le donne coinvolte nel gruppo DOS (Dominus Obsequious Sororium) della Mack erano adulte consenzienti e non membri di un presunta comunità femminile, dedita a ossequiare il fondatore della setta.

Catherine e la figlia India Oxenberg, vittima di NXIVMHDGetty Images
L'attrice Catherine Oxenberg e la figlia India, una delle vittime del gruppo NXIVM

Il guru, denominato Vanguard, nega con fermezza le accuse di coercizione. Per Raniere non ci sono stati ricatti e abusi psicologici e fisici durante i 20 anni di attività del gruppo, che ha gestito ben 16mila iscritti. Un vero e proprio fiume di denaro è entrato nelle casse della società con sede a Albany, visto che in media ogni iscritto ha sborsato 3,400 dollari per i workshop di NXIVM. 

L'accusa riuscirà a dimostrare davanti a un giudice che la società non gestiva solo iscritti ai corsi? Rimanete su MondoFox per i prossimi aggiornamenti sul processo contro Keith Raniere e Allison Mack.

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