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Quello che non uccide, la regina Claire Foy diventa Lisbeth Salander nel primo trailer del film

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Claire Foy smette i panni reali e diventa Lisbeth Salander nel trailer di The Girl in the Spider's Web: ecco il look punk con cui l'iconico personaggio di Stieg Larsson torna al cinema per la terza volta.

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Da una donna iconica a un'altra: Claire Foy torna al centro dell'attenzione dopo l'acclamata prova che l'ha resa celebre internazionalmente, il ruolo da protagonista in The Crown. Quale modo migliore per scrollarsi di dosso l'immagine composta e reale della giovane Elisabetta II che un ruolo agli antipodi come quello di Lisbeth Salander? In queste ore è stato pubblicato il primo trailer di Quello che non uccide (The Girl in the Spider's Web), il terzo ritorno al cinema della geniale hacker creata dallo scrittore Stieg Larsson: le prime immagini vedono come assoluta protagonista Claire Foy, nei suoi nuovi panni dark. 

Vernice bianca e latex nero

La sfida non era semplice, perché il personaggio della fortunatissima trilogia di Millennium ha avuto la fortuna di entrare nell'immaginario collettivo con ben due interpretazioni iconiche per look e bravura delle attrici coinvolte. La prima è stata quella aggressiva e realistica di Noomi Rapace, che è sbarcata a Hollywood proprio grazie alla fortuna di quella produzione svedese. 

Rooney Mara nei panni estremi di Lisbeth SalanderSony
L'interpretazione di Rooney Mara aveva dei look così iconici che H&M le dedicò una collezione di moda

Anche un'altra attrice deve il suo ingresso nella serie A di Hollywood al ruolo: nonostante l'adattamento filmico di David Fincher non abbia ottenuto il successo sperato, ha lanciato la carriera di Rooney Mara. Il merito è stato anche di un look studiatissimo e davvero memorabile, che rendeva l'attrice quasi irriconoscibile al fianco di Daniel Craig nei panni di Mikael Blomkvist, il giornalista protagonista putativo della serie. L'attrice guadagnò anche la sua prima nomination agli Oscar per il talento dimostrato nel ritrarre Lisbeth.

Claire Foy è invece ben riconoscibile nei panni di una Lisbeth come sempre di nero vestita e dai capelli cortissimi, ma con un look più urbano e dall'impatto meno aggressivo. I suoi intensi occhi azzurri risaltano ancora di più grazie alla mano di vernice bianca che indossa come una maschera nelle scene iniziali del trailer, dove la vediamo nei panni di una giustiziera oscura che tortura un ricco uomo reo di aver usato violenza contro sua moglie e delle prostitute. 

La locadina di The Girl in the Spider's WebHDSony
Claire Foy è l'assoluta protagonista anche della locandina del film

Non mancheranno però i pericoli e le difficoltà per la giovane hacker nel film scritto da Steven Knight e diretto da Fede Álvarez. In un'intesa scena a conclusione del trailer vediamo quella che sembra Lisbeth oggetto di una tortura particolarmente raffinata e dolorosa: chiusa in un involucro di latex nero collegato a una bombola, la donna rischia di soffocare quando l'aria viene aspirata e la guaina aderisce alla pelle senza lasciarle scampo. 

Un nuovo capitolo senza Stieg Larsson 

Quello che non uccide infatti non è l'adattamento di uno dei tre romanzi scritti da Larsson prima di morire, bensì il quarto titolo a firma David Lagercrantz, che sta proseguendo la saga con protagonista la punk hacker svedese sulla base dei frammentari appunti lasciati dal suo creatore. Il lungometraggio dovrebbe vedere la protagonista in lotta contro una serie di personaggi che hanno fatto del male alle donne, fino a quando non riemergeranno nuovi, pericolosi segreti dalla tormentata adolescenza di Lisbeth.

Girato tra Berlino e Stoccolma con una fotografia dai toni metallici, che molto ricorda quella di David Fincher, il nuovo thriller con protagonista Lisbeth Salander dovrebbe approdare nei cinema internazionali a novembre 2018. dopo la prima mondiale in Svezia, patria di Lisbeth e Larsson. A dirigere Quello che non uccide c'è il regista uruguaiano Fede Álvarez, fattosi notare a Hollywood grazie all'esordio adrenalinico La casa e al successo al botteghino di Man in the Dark.

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