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The Lone Ranger: trama e verità storica del film con Johnny Depp

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Nel 2013, Gore Verbinski ha riportato sul grande schermo la storia di Lone Ranger. Qual è la trama del film e quanto c'è di vero nel personaggio del Cavaliere Solitario?

Johnny Depp e Armie Hammer in The Lone Ranger Walt Disney Studios Motion Pictures

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La leggenda di John Reid aka Lone Ranger (in italiano, Cavaliere Solitario) è iniziata nel 1933 sulla stazione radio di Detroit WXYZ e ben presto è entrata a fare parte integrante della cultura pop americana... e non solo. 

Nel 1949 è diventata una serie TV, che è andata avanti per 8 stagioni fino al 1957. A interpretare Reid era Clayton Moore (fatta eccezione per gli episodi del 1951, in cui è stato sostituito da John Hart per una disputa contrattuale), considerato il volto per antonomasia del personaggio, affiancato da Jay Silverheels nei panni di Tonto. I due attori hanno ripreso i loro ruoli anche in un film del 1956 e in un altro del 1958.

Successivamente, nella parte del Cavaliere Solitario e del suo fedele amico indiano si sono alternati diversi interpreti e nel 2013 è stata la volta di Armie Hammer e Johnny Depp. I due attori si sono calati nella parte di Reid e di Tonto nel lungometraggio di Gore Verbinski The Lone Ranger, dando nuova linfa alla leggenda.

Ma qual è la trama del film? E c'è una verità storica dietro al personaggio del "Ranger Solitario"?

La trama di The Lone Ranger

San Francisco, 1932. Il piccolo Will, che è un grande fan di un personaggio leggendario del West, Lone Ranger, è a una fiera, quando si imbatte in un vecchio indiano Comanche, che fa il figurante in un tendone a tema. L'uomo non è altri che il fedele compagno di avventure del Cavaliere Solitario, Tonto, e inizia a raccontare al ragazzino la storia del suo mito, a partire da una rapina che lui e Lone Ranger avrebbero messo a segno ai danni di una banca. Ma il ragazzino lo blocca subito, dicendogli che è impossibile che il valoroso Ranger fosse un bandito. Allora, il Comanche gli rivela che sono stati gli eventi a portarli a quel punto e riavvolge il filo della sua narrazione ai fatti che hanno portato alla nascita della leggenda del Cavaliere Solitario.

Vecchio West, 1869. L'avvocato John Reid è in viaggio su un treno dell'ancora incompleta Ferrovia transcontinentale, amministrata dal magnate Latham Cole. Dopo diversi anni di assenza, l'uomo sta tornando a casa per lavorare come Procuratore Distrettuale al fianco del fratello Texas Ranger Dan Reid e non sa che sul convoglio viaggia Butch Cavendish, un criminale famoso per mangiare parti dei suoi rivali dopo averli uccisi. Il bandito è stato catturato proprio da suo fratello, che lo aspetta per impiccarlo. Ma prima che il treno arrivi a destinazione, viene assaltato dalla banda di Cavendish.

Nel mentre, il criminale ha ucciso i due Ranger che lo avevano in custodia e sta per scappare, ma Tonto, che si è fatto catturare proprio per eliminare il bandito (con cui ha un doloroso conto in sospeso), lo ferma. L'indiano sta per sparargli, quando John lo blocca, affermando che sarà la legge a punire Cavendish. Tuttavia, il criminale riesce a fuggire grazie all'arrivo dei suoi uomini e lascia l'avvocato, Tonto e gli altri passeggeri al loro destino sul treno ormai privo di controllo.

Fortunatamente, John e il Comanche riescono a impedire il peggio. Nonostante l'aiuto ricevuto dall'indiano, l'avvocato decide comunque di arrestarlo e lo chiude in carcere. Mentre è nell'ufficio di Dan, l'aspirante procuratore rivede la ex fidanzata Rebecca, che è diventata la moglie di suo fratello e ha avuto un figlio da lui, Danny. Tra i due sembra esserci ancora qualcosa, ma il momento viene interrotto dalla notizia che Dan e gli altri Texas Ranger stanno partendo alla caccia di Cavendish, insieme a una guida civile, Collins. John decide di unirsi a loro e viene nominato sul campo Texas Ranger dal fratello.

Tuttavia, la ricerca del gruppo dura poco. Collins è una spia e gli ufficiali cadono in un'imboscata, venendo massacrati tutti. Cavendish finisce personalmente Dan e gli strappa il cuore, senza accorgersi che John è ancora vivo.

Il poster di The Lone RangerHDWalt Disney Studios Motion Pictures
La locandina di The Lone Ranger

Qualche tempo dopo, Tonto (evaso misteriosamente) si imbatte nella carneficina. L'indiano decide di dare una degna sepoltura alle vittime e, mano a mano che mette i corpi nelle fosse, scambia con loro qualcosa. Quando è la volta dell'avvocato, quest'ultimo si risveglia bruscamente e afferra il Comanche per un braccio. Ma Tonto lo stordisce di nuovo, con l'intenzione di seppellirlo e chiudere la faccenda. A fargli cambiare idea è l'apparizione di un cavallo bianco, che gli indiani chiamano Spirito del Cavallo e che considerano uno spirito errante capace di resuscitare i morti. 

L'animale fa capire a Tonto che deve aiutare John (e non Dan, che il Comanche considera il vero grande guerriero) e alla fine l'indiano cede e soccorre l'avvocato. Quando John si riprende, Tonto gli rivela che sta dando la caccia a Cavendish perché è un Windigo, uno spirito malvagio, e spiega all'avvocato che lo Spirito del Cavallo lo ha resuscitato perché lui è uno spirito errante tornato dalla morte e che non può essere ucciso in battaglia. John è scettico, ma accetta il suggerimento dell'indiano di indossare una maschera per sfruttare il fatto che Cavendish lo crede morto e diventa di fatto Lone Ranger.

I due si mettono sulle tracce di Collins e arrivano a una casa di tolleranza. La tenutaria, Red Harrington, rivela al Cavaliere Solitario e al Comanche di avere assistito a una lite tra Dan e la guida a causa di una pietra d'argento.

Mentre John e Tonto sono costretti a scappare precipitosamente dal bordello, gli uomini di Cavendish travestiti da indiani attaccano la fattoria dove vivono Rebecca e suo figlio Danny. L'assalto fa parte di un piano più vasto, ordito per fare credere che i Comanche abbiano rotto gli accordi di pace e stiano massacrando i coloni. Quando Lone Ranger e il suo compagno arrivano sul posto, capiscono l'inganno e uccidono due criminali, ma un terzo riesce a fuggire. John e Tonto decidono di provare a seguirlo.

Intanto, Rebecca e Danny vengono graziati da un pentito Collins, al quale Cavendish ha ordinato di uccidere madre e figlio. I due scappano e sono soccorsi da Cole, che li mette in salvo (apparentemente) su un treno della sua ferrovia. Con il magnate c'è anche il capitano della cavalleria Jay Fuller, inviato da Washington per combattere la rivolta indiana.

Nello stesso tempo, Lone Ranger e l'indiano vengono salvati da una tribù Comanche, dopo essersi perduti nel deserto. Parlando con il capo, John scopre che Tonto è un ripudiato. Quando era bambino, il ragazzino ha salvato una coppia di uomini bianchi dal deserto e li ha portati al suo villaggio. I due hanno scoperto l'esistenza di un giacimento di argento nel fiume nelle terre della tribù e, dopo avere convinto Tonto a mostrare loro la sorgente del corso d'acqua in cambio di un orologio, hanno massacrato tutti per tenere la scoperta per loro. Il ragazzino si è salvato misteriosamente, nonostante i due gli abbiano sparato alla testa.

Lone Ranger non riesce a fare desistere i Comanche dalla decisione di entrare in guerra e lui e Tonto vengono abbandonati a morire di fame e di sete sepolti fino al collo. Tuttavia, grazie all'aiuto dello Spirito del Cavallo, riescono a liberarsi e a raggiungere l'accampamento di Cavendish, che si trova proprio alla miniera d'argento. Dopo avere di nuovo impedito a Tonto di ucciderlo, John riesce a catturare il criminale e lo porta da Cole per farlo giustiziare secondo la legge. 

Il Cavaliere Solitario capisce troppo tardi che Cavendish e Cole sono i due uomini che hanno massacrato il villaggio del suo amico indiano e che sono in combutta da sempre per tenersi l'argento e costruire la ferrovia facendola passare nel territorio dei Comanche (ragione per cui hanno inscenato gli attacchi ai coloni).

Per fortuna, l'intervento di Tonto sblocca la situazione e John riesce a fuggire. I due mettono a punto un piano, che consiste nel distruggere il convoglio carico di argento con cui Cole ha intenzione di comprare l'intera Ferrovia transcontinentale. La rapina alla banca narrata dal vecchio Comanche a Will viene compiuta dai due per rubare la nitroglicerina e la dinamite custodite nel caveau che serve loro per fare esplodere il ponte su cui passerà il treno.

Alla fine di una rocambolesca battaglia senza esclusione di colpi, il convoglio precipita nel fiume e Cole e Cavendish muoiono. Dopo avere riportati a casa sani e salvi Rebecca e Danny, John dice loro che non può restare e si allontana con Tonto, scegliendo di vivere una vita da fuorilegge per combattere i criminali.

Bass Reeves: il vero Lone Ranger?

Il Lone Ranger è un vero e proprio mito della cultura pop americana, ma dietro il personaggio c'è una verità storica?

In un libro pubblicato nel 2008 e intitolato Black Gun, Silver Star: The Life and Legend of Frontier Marshal Bass Reeves (Race and Ethnicity in the American West), lo scrittore Art T. Burton sostiene che il leggendario Cavaliere Solitario abbia molti punti in comune con una persona realmente esistita, ovvero il primo vice sceriffo afroamericano a ovest del fiume Mississippi, Bass Reeves.

L'uomo era nato schiavo in Arkansas nel 1838 ed è cresciuto in Texas, lavorando con la sua famiglia per il legislatore William Steele Reeves e poi per il di lui figlio, il colonnello George G. Reeves. Dopo essere fuggito dal suo padrone durante la Guerra di Indipendenza, Reeves si è rifugiato in territorio indiano, convivendo con Cherokee, Seminole e Creek e imparando la loro lingua.

In seguito all'abolizione della schiavitù nel 1865, l'uomo è tornato in Arkansas, si è sposato e ha avuto 11 figli e nel 1875 è stato ingaggiato dallo sceriffo James F. Fagan proprio per la sua conoscenza del territorio e delle lingue indiane. Reeves ha lavorato al servizio del governo per 32 anni, arrestando più di 3mila criminali (tra cui anche uno dei suoi figli, per l'omicidio della moglie) e uccidendone 14, senza mai venire ferito.

Dopo essere stato assolto dall'accusa di avere assassinato un cuoco ed essere diventato un ufficiale di polizia in Oklahoma nel 1907, l'uomo è morto di nefrite nel 2010.

Ritratto di Bass ReevesHDOklahoma University/Wikimedia
Bass Reeves è il leggendario Lone Ranger?

A partire da questi fatti, Art T. Burton ha raccolto una serie di testimonianze che lo hanno portato a riscontrare diverse similitudini e coincidenze tra la figura di Bass Reeves e quella di Lone Ranger.

In una serie di articoli sul Telegraph e su CNN usciti in concomitanza con il film di Gore Verbinski, lo scrittore spiega che la legge federale degli Stati Uniti prevedeva che ogni vice sceriffo fosse accompagnato almeno da un aiutante quando si recava in missione e "spesso gli uomini che assistevano Reeves erano nativi americani". Proprio come Tonto.

In seconda battuta, il cognome Reid è molto simile a Reeves e il vice sceriffo non di rado usava travestimenti per inseguire i fuggiaschi. Un fatto che potrebbe essere in relazione con la maschera nera indossata dal Cavaliere Solitario. Ma secondo Burton, la maschera nera avrebbe soprattutto un valore simbolico:

A quei tempi, le persone di colore indossavano una maschera invisibile, in un mondo che perlopiù li ignorava. Dal punto di vista della società, anche Reeves aveva una maschera. Nelle prime immagini degli anni '30, Lone Ranger indossava una maschera nera che gli copriva tutto il viso. È interessante. Perché avrebbe dovuto farlo? Era in atto una profonda connessione fisiologica.

In aggiunta a ciò, Reeves cavalcava un cavallo grigio e la sua firma erano delle monete d'argento, in stretta correlazione alla cavalcatura bianca del Cavaliere Solitario e ai proiettili d'argento da lui utilizzati. Non ultimo, gran parte dei criminali catturati dal vice sceriffo sono stati portati nelle carceri di Detroit tra il 1890 e gli inizi del '900 e la storia di Lone Ranger è iniziata proprio nella città del Michigan.

D'altra parte, nel suo libro, lo scrittore ci ha tenuto a precisare che la sua ricostruzione ha un grosso margine di incertezza:

Dubito che saremo in grado di dimostrare in modo definitivo che Reeves è l'ispirazione per Lone Ranger. [...] Tuttavia possiamo dire in modo inequivocabile che Bass Reeves è la persona reale più prossima ad assomigliare al personaggio di finzione del Cavaliere Solitario.

Ma la cautela di Art T. Burton non è bastata a metterlo al riparo dalle critiche. In particolare, lo storico americano Martin Grams Jr. ha accusato lo scrittore proprio di avere utilizzato una modalità narrativa volutamente ambigua per proporre una ricostruzione storica assolutamente priva di una seria e accurata verifica fattuale.

Lo studioso ha confutato la teoria di Burton in un denso saggio pubblicato sul suo blog e a quanto pare sarebbe in procinto di terminare un libro dedicato Lone Ranger.

In attesa di scoprire se l'opera di Grams Jr. farà luce una volta per tutte sulla verità storica dietro al Cavaliere Solitario, quello che è certo è che Lone Ranger, il suo cavallo bianco (il cui nome, per la cronaca, è Silver) e Tonto sono una vera e propria leggenda.

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