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So tutto di te, recensione del romanzo di Clare Mackintosh

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Vi siete mai chiesti in quanti pericoli potremmo imbatterci ogni giorno? E se non fossero poi così lontani come credete?

Clare Mackintosh con il libro italiano So tutto di te FoxLife

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Quanto vi fidate della persona che vi siede accanto? E di quella che dorme con voi ogni notte? E di quello sconosciuto che vi ha ceduto il posto in metropolitana o di quell’estranea con cui vi siete accidentalmente scontrati per strada?

Vi siete mai chiesti a quanti pericoli ogni giorno ci esponiamo senza rendercene conto? Clare Mackintosh, autrice bestseller, lo ha fatto ed è da questo quesito (di cui abbiamo parlato anche nell’intervista) che è nato So tutto di te.

La vulnerabilità di Zoe

Copertina con una ragazza di spalle di So tutto di te
So tutto di te, di Clare Mackintosh

Tutti abbiamo una routine. Ma cosa succede se la sicurezza della quotidianità viene stravolta da un pericolo invisibile? Zoe Walker è una donna londinese che, come molte, ogni giorno si avvale dei trasporti pubblici per recarsi a lavoro nella pullulante realtà cittadina. Ed è proprio questa routine così prevedibile a compromettere la sua vita, partendo da un ambiguo annuncio sul giornale.

Zoe riconosce un proprio scatto pubblicato sulla Gazette, a cui viene allegato un articolo che lascia intuire la natura promiscua dell’inserzione. Destabilizzata da quell’assurda casualità, Zoe cerca di non dare peso alla faccenda (credendolo uno stupido scherzo) finché non inizia a notare nuovi annunci e che, tra le donne presenti sulla Gazette, una è stata assassinata.

La Mackintosh ha strutturato un personaggio classico come Zoe per facilitare l’immedesimazione del lettore. Zoe è una madre divorziata che si è ricostruita una nuova vita dalle macerie insieme a Simon, gestisce un lavoro che poco le piace e due figli adolescenti dall’animo ribelle.

Zoe è una donna come tante in una città metropolitana come tante, che si attiene a una routine confortevole e ignora il lato marcio del mondo finché non è costretta a ficcarci il naso dentro.

La narrazione alterna i punti di vista dei diversi personaggi (Zoe, la detective Kelly e persino la mente criminale), ma li tiene ben stretti l’uno all’altro facendo affidamento sul cuore pulsante del romanzo: la paura e l’impotenza.

Quanto ci fa paura essere impotenti?

Per quanto ci piaccia pensarlo, non siamo invincibili. So tutto di te è un romanzo che si nutre della paura intesa come sensazione irrazionale, una macchia scura che lentamente si espande e prende possesso di testa e cuore; ma So tutto di te si fa forza di protagoniste che ruggiscono come leoni, assorbendo e plasmando la propria vulnerabilità.

Così come Zoe si è sentita alla mercé di un nemico invisibile, la detective Kelly è il personaggio che incarna alla perfezione l’impotenza e il senso di riscatto che – quasi automaticamente – ne consegue. Kelly non è una donna che si butta il passato alle spalle, bensì preferisce tenerlo legato a sé giorno per giorno rendendolo presente e futuro al tempo stesso.

Un errore ha marchiato la vita della sorella, eppure la vittima sembra essere proprio Kelly. Avrebbe voluto essere la supereroina della storia? Poco probabile. Avrebbe volentieri preso il posto di sua sorella? Forse già ci si sente, al suo posto.

Il rimorso è l’unica costante che Kelly conosce e il lavoro che svolge non le permette certamente di levigare la sofferenza passata. Incappando nel caso delicato di Zoe, Kelly non può fare a meno di sentirsi messa alle strette dinanzi una consapevolezza: molte volte diventa più facile lasciarsi alle spalle un evento spiacevole anziché renderlo protagonista della propria vita. Perché non viviamo per gli errori, ma purtroppo a volte questi accadono e deve essere nostra premura essere forti abbastanza da manipolarli, anziché lasciarci manipolare da essi.

Passi la vita a scavare nel passato, a cercare risposte. Ma a volte non ci sono risposte. A volte succedono cose orribili e tu non puoi farci niente.

So tutto di te ha una trama ben costruita, arricchita da una penna elegante e da un ritmo incalzante che non soltanto concede alla lettura di procedere sciolta, ma crea un legame diretto con la realtà del romanzo. L’abilità della Mackintosh in questo romanzo è stata scegliere una falla del nostro contesto sociale e fare luce su alcune realtà che spesso tendiamo a ignorare soltanto perché ci sembrano lontane dalla nostra.

E invece non è così. Se ci riflettiamo, vivere in città significa imbattersi ogni giorno in tantissime persone differenti, passare spesso dinanzi una telecamera, avere un percorso prestabilito che ci rende prevedibili (e, come nel caso del romanzo, vulnerabili). So tutto di te è un thriller che inventa molto poco, proprio perché a raccontarsi è la (triste) realtà del nostro mondo.

Quindi chi sono questi signori? Sono i tuoi amici. Tuo padre, tuo fratello, il tuo migliore amico, il tuo vicino, il tuo capo. Sono le persone che incontri tutti i giorni. […] Sei scioccata. Non ci credi. Sei convinta di conoscerli bene. Ti sbagli.

Se state cercando un thriller psicologico che vi tenga attaccati con il naso al libro e che vi trasmessa la stessa, identica inquietudine dei protagonisti, allora So tutto di te è il romanzo che state cercando.

E non preoccupatevi se, dopo averlo letto, inizierete a mettere in dubbio la natura delle intenzioni di chi vi circonda: è proprio questo, il superpotere di So tutto di te.

Voto8/10

So tutto di te sfrutta la realtà come un’arma a doppio taglio e denuncia con sguardo ravvicinato una verità che (purtroppo) è in mezzo a tutti noi.

Cristina Migliaccio

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