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Redneck #1, il cuore sporco e nero dei vampiri texani

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I vampiri esistono e vivono, come i Bowman, in mezzo a noi. Nel Texas più profondo, però, rivalità vecchie di secoli tornano alla luce e la vera natura di ognuno emergerà fra il sangue.

Recensione del fumetto Redneck #1

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Il profondo sud degli Stati Uniti è una zona che, a giudicare da come viene descritta in libri, film e fumetti, ospita i peggiori esemplari di esseri umani al mondo. Il Texas, ad esempio, sembra essere popolato da contadini violenti, razzisti e ottusi.

Ovviamente il Lone Star State non è solo questo, anche se ad attrarre gli storyteller è per lo più quella componente sudicia e bastarda che permea tutto il primo volume di Redneck.

La nuova serie, targata Skybound-Image Comics e portata in Italia da saldaPress, inserisce un elemento soprannaturale in una storia prevedibilmente fatta di violenza e ignoranza - "ignoranza" nel senso di grezzume. I protagonisti della storia, infatti, sono i Bowman, "tranquilla" famiglia che vive di allevamento a scopo alimentare. E vampiri da sempre.

Non sono però i classici succhiasangue sofisticati e misteriosi alla Dracula, nossignore. I Bowman all'apparenza sembrano una qualunque famiglia texana: camice a quadri, baffoni, jeans, cappelli a tesa larga, sigarette e birra sono gli stereotipi che li definiscono. Beh, a parte la birra, che nel nostro caso è un misto fra sangue di mucca e solvente detto "Bloodweiser".

Bene, i gentiluomini in questione ce la mettono tutta per vivere la loro non-vita in pace, crescendo i loro figli come una qualunque famiglia americana. L'unico a pensarla in modo differente è il nonno, lui sì un "vero" vampiro alla transilvana (molto pipistrello), sfigurato dal male che lo tiene in vita e da una ferita infertagli da JV, marito di sua figlia e ora patriarca dei Bowman.

Il nonno in Redneck 1HDsaldaPress

La voce narrante è quella di Bartlett, lo "zio" Bartlett, uomo trasformato in vampiro proprio dai Bowman in tempi antichi.

Bene, tutto nasce da una serata come tante, in cui i figli di JV decidono di andare in "città" a divertirsi con troppa birra in corpo. La città in questione, Sulphur Springs, ospita anche i nemici giurati dei Bowman, i Landry. Ovviamente i giovani - si fa per dire, hanno 60 anni - figli di JV si lasciano prendere la mano nello strip club locale e si finisce a menar le mani nel classico vicolo.

L'intervento di Padre Landy fa salire il sangue al cervello di Bartlett e soci, così succede l'inevitabile. Il giorno dopo, al risveglio, uno dei figli di JV è morto, così come il bestiame dei Bowman. La sete di sangue umano dei vampiri si risveglia, nonostante i tentativi di JV di calmare gli animi.

Da quel momento sarà un susseguirsi di violenza con un colpo di scena finale che apre a nuovi, interessanti sviluppi futuri.

Donny Cates, autore in rapida crescita in casa Marvel, firma questa interessantissima storia: è un figlio del sud e si vede, per come tratta il suo stato d'origine. È rispettoso ma impietoso, sa di cosa parla e sa come parlarne.
Il resto è puro talento: il ritmo dettato alla narrazione è perfetto nel suo rallentare e accelerare, a seconda degli eventi.

L'introduzione di un elemento di fiction - i vampiri - in un setting molto realistico è estremamente naturale, quasi organico. La bravura di Cates nell'umanizzare i vampiri - sembrano più uomini loro degli altri individui che incontrano - è impressionante: dimenticarsi che si tratta di vampiri è facilissimo. E non si può non tifare per loro.

JV, in particolare, è un personaggio affascinante: severo, inflessibile ma il cui amore per i figli emerge chiaro e palese. Il dolore che prova per la perdita di Slap è palpabile, così come la rabbia cieca verso il responsabile di tutto il sangue versato.
Un padre, prima che un vampiro.

Barlett, dall'altra parte, è una figura che non ha ancora chiara la sua posizione. "Adottato" dai Bowman dopo essersi trasformato, si sente inadeguato, fragile, perso, nonostante le sue intenzioni siano fondamentalmente buone.

Tavola iniziale di Redneck #1HDsaldaPress

Lisandro Estherren è l'artista che soffia vita nella creazione di Cates e lo fa con un tratto grezzo, duro, non troppo definito, come a trasporre nei disegni la natura violenta del setting. Nonostante questo approccio "sanguigno", l'attenzione al dettaglio c'è e si vede quando si tratta di sottolineare il pericolo, la paura, la rabbia e la "bruttezza" - anche interiore - degli uomini e della città.

È tutto estramamente dark e complicato. Perfetto per Redneck.

Padre Leary in Redneck #1HDsaldaPress

I colori di Dee Cunniffe sono una chicca. È una storia di vampiri e, come tale, è ambientata per lo più al tramonto e di notte. Nell'oscurità di Cunniffe tutto è blu, un po' come quando gli occhi si abituano al buio: geniale!

Anche le poche scene ambientate di giorno sono peculiari: sono luminose, sì, ma allo stesso tempo fredde e sgradevoli (dal punto di vista di un vampiro).
Insomma, il Texas di Estherren e Cunniffe è fiero, caldo e spietato. Come una sbarra d'acciaio.

Redneck è una graphic novel cruda che esamina gli eventi da un punto di vista originale e coinvolgente.
La morale? Non ci sono mostri, ognuno segue la natura che sceglie di seguire.

Cover di Redneck vol 1saldaPress

Redneck #1: In fondo al cuore, (128 pagine a colori, brossurato) è disponibile in fumetteria, libreria e nello shop online di saldaPress a 14,90 euro.

Voto7,5/10

Redneck #1 ti sbatte nel Texas più bastardo, davanti alle scelte difficili di una famiglia di vampiri. Sceneggiata in modo eccellente, la storia di Donny Cates ti azzannerà dritta al cuore.

Andrea Sala

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