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Memento Mori: Il Corvo italiano che porta la vendetta su Roma

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Una nuova serie de Il Corvo, tutta italiana, comincia la sua avventura con Il Corvo: Memento Mori #1. L'angelo della vendetta di James O'Barr vola su Roma e fa ancora paura.

Il protagonista di Il Corvo: Memento Mori

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Il Corvo è una della storie a fumetti più influenti degli anni '80 e '90, potente e perfetta per la sua epoca. Tanto perfetta da ricavarsi una collocazione ben precisa nella cultura del tempo, con le ansie e la disperazione che permeavano l'arte a fine secolo.

Un opera così iconica e personale è sempre difficile da trattare, soprattutto se si tratta di ampliarne l'universo. Non è un caso che i fan die-hard della graphic novel originale abbiano sempre condannato ogni altra iterazione della saga, in qualunque forma, salvo il film con Brandon Lee. Lo stesso O'Barr ha firmato altre miniserie, alcune proposte da Edizioni BD che ho recensito poco tempo fa: nonostante la sua "firma" si percepisca - anche se in modo altalenante - le altre storie del Corvo è come se mancassero della disperazione della prima, quella originale.

L'impresa in cui si sono imbarcati Roberto Recchioni, Werther Dell’Edera e Giovanna Niro non è facile. Il Corvo: Memento Mori, la serie speciale che riprende la mitologia di O'Barr e la porta in Italia, nasce già sotto la pesante ombra dell'opera di fine anni '80 ma, complice l'indiscusso talento dei nomi coinvolti, riesce a mettere le basi di una storia originale e coinvolgente. Perfettamente al passo coi nostri tempi tormentati.

Al centro dell'azione c'è un nuovo angelo della vendetta, il giovane David Amadio. L'adolescente viene riportato in vita dal Corvo per cercare e punire gli autori di una strage assurda, compiuta in nome di un Dio che, nell'interpretazione umana, sembra avere un'inesauribile sete di sangue. Sangue innocente.

David viene falcidiato da un TIR mentre assiste il Vescovo Raphael durante un processione a Roma: il chierichetto muore assieme alla sua amata Sarah, fra atroci tormenti. Insomma, tutto ha origine da Dio.

Il legame con la realtà dato da Recchioni a questo primo numero è evidente e lo tratteremo anche nella breve intervista che segue questa recensione. Il terrorismo è l'assurda violenza che Il Corvo intende punire, distante eppure legata nella sua follia alla carneficina che nel Corvo originale mette fine alla vita di Eric Draven e alla sua Shelly.

Il punto di contatto c'è ma la contestualizzazione degli eventi di Roma è così forte da reclamare nel lettore una sua originalità quasi sfacciata. Come a dire "sì, è una storia del Corvo ma non trattatela come un mero spinoff".

David è anche l'angelo del terrore, lo stesso terrore che l'ha ucciso e lui infliggerà ai suoi carnefici. Le sue parole sono solenni come una preghiera, poetiche come un canto funebre e tremende come un castigo divino.
Un personaggio perfetto per la storia.

I disegni di Dell'Edera e i colori di Giovanna Niro sono molto adatti a descrivere l'azione: i tratti sono sketchy e frugali un po' come lo stile di O'Barr, mentre la palette è ovviamente cupa e oscura (anche se non come il bianco e nero del Corvo originale). Le sequenze più chiare sono quelle dei flashback e della vendetta inflitta ai carnefici della processione.

L'introspezione e le rilflessioni di David, però, sono affidate all'oscurità. È tutto nero come le piume del Corvo.

Menzione speciale va alla prima tavola che ci presenta il ragazzo: la scena di David sulle spalle dell'angelo di Castel Sant'Angelo, sotto la pioggia, è carica di lirismo e solennità.

Tavola di Il Corvo: Memento Mori 1 con il personaggio di DavidEdizioni BD

Il prossimo numero della miniserie è in arrivo il 18 aprile e scopriremo un po' il passato di David: dall'infanzia all'incontro con Sarah, arriveremo all'adolescenza e il rapporto complicato con il Vescovo Raphael.

La short story finale affidata a Matteo Scalera e Moreno Dinisio, Il Corvo: Virtù Sepolta, si stacca dalla realtà e si tuffa nel puro concetto di vendetta incarnato dalla guerriera, tanto concentrata sulla sua missione di morte da trasformarsi in una cieca spargitrice di sangue. Lo psicopompo, qui, è un po' la coscienza che tenta di riportare in superficie il lato umano della donna.

Il dinamismo regna incontrastato, con un bianco e nero arricchito da un giallo che ci fa capire chiaramente di essere in un mondo di fantasia, non certo a Roma.

Tavola di Il Corvo: Virtù Sepolta con la guerriera e il corvoHDEdizioni BD

Chiude il primo spillato un interessante redazionale di Micol Beltramini sul Corvo orginale e la sua storia, dal punto di vista di O'Barr fino alla trasformazione in icona del suo tempo.

Il Corvo: Memento Mori #1 (32 pagine a colori, spillato) è disponibile in edicola, fumetteria e sullo shop online di Edizioni BD al prezzo di 3,90 euro.

Due parole con Roberto Recchioni e Werther Dell’Edera su Il Corvo: Memento Mori

Primo piano di David, protagonista di Il Corvo MM 1HDEdizioni BD

Andrea Sala: Werther, ti sei sentito in qualche modo influenzato dallo stile di O’Barr?

Werther dell’Edera: Ho sempre amato lo stile di O'Barr per la sua immediatezza e la sua freschezza. Una grande ricerca del segno. In questo senso probabilmente mi ha influenzato, anche se più che influenzato direi che siamo affini per molti aspetti come la ricerca di immediatezza del segno, la ricerca sull'espressività, quasi emotiva, dello stesso.

AS: Avresti preferito il David 30enne?

WDE: All'inizio pensavo di sì. Ma c'è da dire che la storia si muoveva anche in un'altra direzione. Poi però disegnandolo ragazzo mi ci sono trovato sempre più e mi ha divertito molto.

AS: Roberto, come hai scelto il protagonista della serie? Ti sei ispirato all’Eric Draven originale in qualche modo o, come per le altre serie de Il Corvo, il legame è solo il ritorno dal mondo dei morti per vendicarsi?

Roberto Recchioni: I due personaggi non hanno nulla a che sparire. Eric ha la sua storia, David una storia del tutto diversa. È solo l'elemento del Corvo, lo psicopompo che riporta in vita i morti per dargli un'opportunità di vendetta a unire i due.

AS: Il modo in cui muore David è profondamente legato ad assurdi fatti di cronaca, come mai è stato scelto questo espediente narrativo per “il ritorno” di David?

RR: La storia verte attorno alle religioni e alle guerre connesse a ogni forma di assolutismo, è stato naturale per me, che cerco di calare ogni mia storia nel momento presente, elaborare uno scenario del genere.

AS: Il ritorno di David è, come per Eric Draven, per vendicare la morte della fidanzata - Sarah - o la propria?

RR: Quella di Sarah e la sua, come per Eric, del resto. La morte non solo di due persone ma del loro amore. Ma la storia riserverà qualche sorpresa in questo senso.

AS: Il Corvo originale ha avuto un qualche ruolo nella carriera che hai intrapreso?

RR: Quando il fumetto del Corvo venne presentato per la prima volta in Italia, io frequentavo la redazione dell'editore. In più, fui uno dei ragazzi che scortavano O'Barr in giro per Roma quando venne a presentare, per la prima volta, il suo fumetto. Per molti versi, le mie prime esperienze professionali sono legate a quest'opera.

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