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Lungo i binari del giallo classico giapponese: la recensione di Tokyo Express

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Dopo anni di latitanza, torna in libreria grazie ad Adelphi uno dei più celebri titoli della tradizione "gialla" giapponese: la recensione di Tokyo Express di Matsumoto Seichō.

Una ragazza giapponese guarda fuori dal finestrino

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Ten to sen, punti e linee, colorano le mappe dell'Arcipelago giapponese e le passioni insospettabili di una popolazione da sempre affascinata dall'infrastruttura ferroviaria. Viaggiando con gli shinkansen (i treni ad alta velocità giapponesi) non è raro di imbattersi in offerte, esperienze e gadgettistica dedicata a chi della conoscenza di treni, vagoni, tratte e scambi ha fatto il proprio hobby, quando non la propria ossessione. Dai pupazzi mascotte dedicati ai convogli più veloci e futuristici alla possibilità di poter scegliere su qualche modello di treno percorrere una data tratta, quella ferroviaria è una delle insospettabili passioni che scorrono lungo i binari di una delle patrie orientali della detective story

Natsuo Kirino, Natsuhiko Kyogoku, Kanae Minato e gli scrittori di mystery e thriller di fama internazionale sono infatti gli eredi di una tradizione che nasce (e non si esaurisce) con la penna di Edogawa Ranpo. L'Arthur Conan Doyle nipponico - che dà il nome al più prestigioso premio di settore in Giappone - è infatti affiancato da una pletora di scrittori notissimi in patria ma conosciuti dagli estimatori nostrani solo attraverso una pubblicazione settoriale e di difficile reperibilità come Giallo Mondadori.

La copertina di Tokyo ExpressAdelphi
L'introvabile giallo classico giapponese torna in un'edizione all'altezza della sua fama nipponica

Era il 1971 quando sbarcò nelle edicole italiane uno dei romanzi più amati e noti di Matsumoto Seichō, giallista di nicchia in Occidente ma considerato un caposaldo del genere in patria. A quasi mezzo secolo di distanza, uno dei tanti titoli ormai introvabili della storica collana da edicola torna reperibile e in una viste adeguata alla sua fama. Con il nuovo titolo di Tokyo Express, il best seller di Matsumoto Seichō sbarca per la prima volta in libreria, con una nuova traduzione a cura di Gala Maria Follaco. 

Lungo i binari del giallo alla giapponese: la recensione di Tokyo Express

È talvolta difficile per il lettore contemporaneo capire l'intensa fascinazione che l'orario dei treni e gli scambi ferroviari hanno esercitato sui giallisti di una volta, da Agatha Christie a Matsumoto Seichō. Quello che per noi è un un mezzo di trasporto quotidiano e acquisito per lungo tempo è stato un dirompente simbolo di modernità, che con la sua velocità cadenzata e prevedibile ha rivoluzionato la vita di territori e popolazioni fino a poco prima isolate. 

La possibilità di spostarsi dal Hokkaido al Kyūshū in una manciata di ore aveva quasi la valenza di un teletrasporto all'epoca in cui Seichō elaborava il suo giallo a puntate. Il treno è il mezzo di trasporto d'elezione dell'uomo moderno e facoltoso come l'industriale Tatsuo Yasuda o del giovane e indaffarato ispettore aggiunto Mihara Kiichi, costretto a spostarsi da Tokyo alla remota cittadina della costa meridionale di Kashii per indagare sulla morte di un dipendente ministeriale coinvolto negli albori di uno scandalo politico. 

Anche i personaggi che non condividono questa velocissima corsa sempre proiettata in avanti subiscono la fascinazione di un Giappone in perpetuo, cadenzato spostamento, da un estremo all'altro dell'Arcipelago. Un tranquillo ispettore di provincia dagli abiti lisi e una donna costretta a letto da una malattia cronica di lungo corso consumeranno l'orario dei treni alla ricerca di una breccia, un momento di stasi e di senso in un sistema in perenne movimento e in una tragica morte con una nota dissonante

Lo scrittore Seichō MatsumotoHDWikipedia
Seichō Matsumoto è uno dei padri nobili del giallo tradizionale giapponese

Il funzionario in odore di corruzione e la sua fascinosa amante sono stati trovati senza vita su una spiaggia lontanissima da Tokyo, dove sono stati visti per l'ultima volta da chi li conosceva. I loro vestiti appena smossi dalla brezza marina, le loro calze immacolate, una bottiglia di liquido contenente cianuro: tutto fa pensare all'infausta ma tradizionale pratica giapponese del doppio suicidio tra amanti, per evitare uno scandalo e conservare il proprio onore.

La tabella oraria con cui il suicidio si è svolto è però troppo perfetta, le casualità che portano al ritrovamento dei cadaveri e alla ricostruzione del viaggio in treno degli amanti sono troppo fortuite e fortunate. Una inconsueta coppia di detective lontani geograficamente e anagraficamente si forma, unita dall'incapacità di considerare la morte degli amanti un caso chiuso. 

Le crepe nello smalto del giallo classico

Così come per la fascinazione simbolica esercitata dal treno, sono parecchi gli elementi di Tokyo Express che lo resero dirompente all'epoca della prima pubblicazione e che oggi passano sostanzialmente inosservati. Se negli anni '50 era in una certa misura rivoluzionaria la decisione di raccontare attraverso un romanzo poliziesco la piaga sociale della corruzione tra mondo economico e alti papaveri ministeriali, oggi quell'elemento dirompente ha perso del tutto la sua forza. 

Al contrario pesa molto sulla lettura odierna il ritmo sincopato e una certa predisposizione al riassumere i capitoli precedenti propria delle pubblicazioni a puntate su rivista. Gli strascichi che la forma originale di pubblicazione del romanzo lascia nella vicenda risultano abbastanza fastidiosi per il lettore contemporaneo, così come la risoluzione dell'intera vicenda. Come nella miglior tradizione letteraria giapponese - lontanissima dalle convenzioni letterarie occidentali - c'è una sorta di frettolosa, anticlimatica esposizione epistolare finale dei punti salienti ancora oscuri della vicenda iniziale e della fine delle indagini poliziesche. 

La copertina di La morte è in orarioHDMondadori
La prima edizione di Tokyo Express risale al 1971 e apparve sulla collana di Giallo Mondadori

Tokyo Express non è insomma quel titolo del giallo vecchia scuola invecchiato senza perdere lo smalto di un tempo. Si è aperta qualche crepa nella sua superficie, vuoi perché Seichō è un capace giallista ma non un grandissimo scrittore, vuoi perché la modernità che racconta ormai è storia del secolo scorso. Se però siete alla ricerca di una detective story tradizionale ma lontana dai classici anglosassoni, oppure se avete voglia di esplorare il Giappone lungo tratte ferroviarie e convogli storici, Tokyo Express è il titolo che fa per voi. Gli appassionati di giallo classico e di letteratura giapponese invece ringraziano sentitamente Adelphi, perché ha reso finalmente reperibile un titolo assolutamente imprescindibile nel panorama letterario del genere e della produzione letteraria novecentesca nipponica. 

Voto6,5/10

Lungo le linee ferroviarie dell'Arcipelago si snoda la detective story con ritmi e risvolti d'altri tempi: il classico di Matsumoto Seichō è una lettura imperdibile per i cultori del giallo nipponico.

Elisa Giudici

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