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I creatori di videogiochi rispondono a Trump con questo video

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il filmato di Games for Change risponde al montaggio con scene violente della Casa Bianca, esaltando il lato artistico e creativo dei videogiochi.

La protagonista di Mirror's Edge

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L'incontro alla Casa Bianca tra Donald Trump e alcuni dei maggiori esponenti dell'industria videoludica della scorsa settimana ha fatto molto parlare. 

Non solo gli appassionati, ma anche i semplici curiosi. Merito - o colpa - di un tema tanto attuale quanto controverso: la violenza nei videogiochi e la possibile influenza che avrebbe sui giovanissimi che ne fruiscono.

Durante il meeting è stato anche proiettato un filmato che, in poco più di un minuto, condensa ogni tipo di scena sanguinosa, verbalmente esplicita o banalmente violenta presente in alcune opere in poligoni, un montaggio messo sul banco dal Presidente USA per richiedere a gran voce una regolamentazione più dura verso il medium incriminato. Secondo Trump, questo tipo di contenuti - visti in produzioni del calibro di Fallout 4, The Evil Within, Wolfenstein o Call of Duty: Modern Warfare 2 - andrebbero ad influenzare la mente dei giovani.

Un mix visivo, quello pubblicato sul canale YouTube ufficiale della Casa Bianca, che oggi trova fortunatamente la sua contropartita. 

L'associazione no profit Games for Change - nata nel 2004 per facilitare la realizzazione e distribuzione di videogiochi volti all'educazione e alla sensibilizzazione umanitaria - ha infatti rilasciato una clip di risposta, che possa ribattere a quanto mostrato e dichiarato da Trump e che mette in scena la creatività, il lato artistico e il fascino dei videogiochi:

88 secondi di pura bellezza poligonale, incarnati da alcuni dei titoli più apprezzati da pubblico e critica negli ultimi anni, come Abzû, Life is Strange, The Last of Us - con la famosa scena della giraffa -, The Witness, Shadow of the Colossus, Overwatch, The Legend of Zelda: Breath of the Wild, Horizon: Zero Dawn, LittleBigPlanet, Mirror's Edge, Brothers – A Tale of Two Sons, Firewatch, Ori and the Blind Forest e Fortnite.

Non si è fatto attendere neppure il commento di Games for Change, che accompagna il filmato:

Dopo aver appreso che la Casa Bianca aveva realizzato un filmato raffigurante giochi ultra-violenti, ci siamo sentiti in dovere di condividere un punto di vista differente sui videogiochi. I videogiochi, i loro innovativi creatori e la vasta community di giocatori sono molto di più di quanto mostrato nel video della Casa Bianca. Volevamo creare la nostra personale versione, della stessa lunghezza, per contestare l’intenzione della Casa Bianca di affibbiare delle colpe ai videogiochi e mostrare la bellezza, la creatività e la gioia inerente a questo media.

Cosa ne pensate della risposta di Games for Change? Secondo voi sarà sufficiente a far cambiare idea a Donald Trump?

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