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Fagin l'ebreo, la graphic novel di Will Eisner contro il pregiudizio

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Il fumettista statunitense immagina la vita del personaggio, prima dell'incontro con Oliver Twist. Un passato duro e impietoso che lo ha reso il celebre Fagin.

La copertina del fumetto Fagin l'ebreo

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Fagin l’ebreo (001 Edizioni) non è solo un bellissimo fumetto di Will Eisner, è anche la testimonianza della grande capacità che aveva l'autore di dare nuova vita a un personaggio letterario.

Il libro nasce dall’esigenza di Eisner di fare i conti con un suo errore passato: l'aver creato Ebony, personaggio afroamericano apparso in The Spirit, caratterizzato da un forte stereotipo razziale. Eisner, pentito di quella scelta, analizza la questione che ruota attorno alla razza, allo stereotipo e alla caricatura, dal punto di vista del giudaismo, un tema al lui caro.

Decide dunque di affrontare un classico della letteratura inglese, Oliver Twist, romanzo scritto da Charles Dickens, in cui appare uno dei più noti e stereotipati personaggi ebrei di finzione: Fagin.

Dickens descrive Fagin come uno scaltro vecchio, perfido e ripugnante, un ricettatore di merce rubata che sfrutta dei bambini per i suoi affari. L’autore si riferisce spesso a lui come a “l’ebreo”, consolidando il pregiudizio popolare sul popolo ebraico.

Eisner decide di scontrarsi con questa visione negativa dell’ebreo, e lo fa dando a Fagin un background narrativo: inventa un passato, una famiglia, esperienze e ingiustizie che hanno fatto di lui un criminale. Il personaggio genera così più empatia, grazie ai tratti umanizzanti che invece Dickens gli aveva negato.

La storia creata da Eisner per Fagin è quella di un bambino - Moses Fagin - espulso dalla Boemia insieme alla sua famiglia e a molti altri Aschenaziti (ebrei di origine germanica) e costretto a trovare rifugio nella più liberale Inghilterra.

Ignorati dalla società, Moses e la sua famiglia vivono in una condizione di estrema povertà. A soli tredici anni viene “istruito” dal padre al commercio di strada e alla truffa. Rimasto orfano, Fagin trova lavoro dal signor Salomon, un mercante ebreo molto facoltoso.

In quel periodo la pessima reputazione degli ebrei nei bassifondi di Londra, minava la condizione di quelli più agiati. Ciò non faceva che spingere il signor Salomon e i suoi colleghi a fare sforzi sempre maggiori per mettere insieme un fondo per la scuola per bambini poveri ebrei, una speranza per aiutare i più giovani a fare strada senza mezzi criminali.

Fagin lavora per la scuola, ma quando il padrone dello stabile scopre la sua tresca con la figlia, lo licenzia. Costretto a tornare nei bassifondi, il ragazzo viene coinvolto nei loschi traffici della strada.

Arrestato per ricettazione, viene deportato per dieci anni in una colonia delle Indie occidentali dove lavora come schiavo. Fuggito dalla colonia penale, riesce a fare dei lavori al porto fino al giorno del suo rientro a Londra.

Invecchiato e fortemente provato dalla deportazione, Fagin si rimette in pista con le truffe, appoggiato da un nuovo socio, il violento e ladro Sikes. Fagin diventa un ricettatore di merce rubata e un riparo per i monelli di strada, ragazzi cenciosi che gli procuravano merce in abbondanza da rivendere.

A questo punto la storia dell'uomo si intreccia con quella dell’orfano Oliver Twist, storia che Eisner rimaneggia, mostrando un Fagin che non istiga al male.

L'uomo è rappresentato con un aspetto più benevolo, anche visivamente, Eisner lo ritrae infatti con i tratti di un vecchietto dai capelli e la barba bianca con un’espressione che niente ha a che fare con quella “malvagia e demoniaca” descritta da Dickens.

La cover di Fagin l'ebreo

Nelle ultime pagine della graphic novel si assiste a un momento importante, quello tra Fagin e il suo creatore: il personaggio accusa aspramente Dickens di essere responsabile del perdurare del pregiudizio contro gli ebrei, di averli raffigurati come criminali, usurai e ladri.

Queste sono tra le tavole più belle del libro, sono una presa di posizione forte contro l’antisemitismo, che sarebbe piaciuta a Dickens e che piace di sicuro a noi tutti.

L'edizione è arricchita da uno scritto di Eisner, da una prefazione del fumettista americano Brian Michael Bendis e da un saggio critico del giornalista Jeet Heer.

Fagin l'ebreo (136 pagine, cartonato) è disponibile sullo shop online 001 Edizioni e in libreria al prezzo di 25,00 euro.

Voto8,5/10

Eisner si confronta con Dickens e realizza un'opera forte, che dona voce al disprezzato Fagin e mette in luce le tristi conseguenze dell'uso degli stereotipi.

Tanina Cordaro

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