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Il Corvo Libro Secondo, la recensione: James O'Barr e il suo angelo della vendetta

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Due nuove incarnazioni del celebre personaggio di James O'Barr, illustrate da due autori di talento: il corvo è vivo.

Cover di Il Corvo Libro Secondo Limited Edition

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Il Corvo è una pietra miliare della cultura pop, particolarmente caro ai circa 30enni di oggi che hanno vissuto il mito di Brandon Lee e della sua precoce scomparsa proprio girando il film del 1994.

La storia, struggente e ricolma di rabbia, ha fatto colpo nel profondo nei giovani dell'epoca come poche altre. Eric Draven e il suo ritorno dal mondo dei morti per vendicarsi di un assurdo atto di violenza sono entrati nella storia del fumetto prima e del cinema poi.

Quel mix unico di amore, malinconia e rimpianto, unito a un'estetica squisitamente dark-goth ha creato qualcosa di perfettamente adatto alla fine del millennio.

Gran parte del fascino del Corvo originale, sia graphic novel che film, risiede nella fortissima componente autobiografica che O'Barr ha riversato nella sua opera: il fumetto è una summa del suo enorme dolore, mescolato a ricordi agrodolci e alla frustrazione data dal fatto che nulla avrebbe potuto riportare indietro la sua fidanzata, morta investita da un ubriaco.

La poesia dell'autenticità, per dirla in poche parole.

Dallo straordinario successo della prima iterazione del Corvo sono nati diversi prodotti - alcuni riusciti, altri meno - e ne nasceranno altri in futuro.

Oggi diamo uno sguardo a Il Corvo Libro Secondo, edito in Italia, da Edizioni BD. La firma di O'Barr c'è, così come il cupo volatile che riporta in vita chi cerca vendetta. Manca la struggente poetica del primo capitolo - forse perché il dolore dell'autore è stato lenito dal tempo? - ma ci sono comunque degli aspetti affascinanti anche nelle due serie raccolte nel volume: Curare (Curaro) del 2012 e Skinning the wolves (Scuoiando i lupi) del 2013, entrambe targate IDW Publishing.

Curare è la più riuscita delle due ed è incentrata sul detective Salk, poliziotto in pensione ossessionato da un caso riguardante un misterioso stupratore e assassino di bambine. L'uomo, ormai in pensione, ha sacrificato la sua intera vita - famiglia compresa - per cercare di risolvere il caso e dare giustizia allo spettro (o no, non si capisce) di una piccola vittima.

La bambina, riportata in vita dal Corvo, assiste Salk nella risoluzione del caso e di tutte le situazioni lasciate in sospeso nel corso della sua vita.

Curare fa riemergere l'atmosfera tormentata cara a O'Barr: il detective Salk sembra un uomo irrimediabilmente distrutto ma trova nell'aiuto della piccola lo stimolo per sistemare le cose, in tutti i sensi.

Anche i disegni di Antoine Dodé sono in qualche modo reminiscenti dell'approccio sanguigno di O'Barr, con un uso davvero marcato di tratteggi votati non alla verosimiglianza ma al far passare l'angoscia che attanaglia l'animo del detective (che somiglia tantissimo al "collega" Sipowicz della serie anni '90 NYPD Blue).

Tavola di Curaro, miniserie del Corvo - Libro SecondoHDEdizioni BD

Anche le sfumature di colore alternano il nero - ovviamente - il rosso e il blu, a evidenziare i momenti più bui, più violenti e infine lo spiraglio di luce finale. La storia, seppur con qualche stereotipo e citazione di troppo, è comunque 100% farina di O'Barr e si vede. In positivo.

Skinning the wolves è invece una miniserie ambientata in un campo di concentramento nazista durante la seconda guerra mondiale. Si passa dunque dal setting "classico" del Corvo, quello urbano fatto di vicoli oscuri, a un contesto ugualmente minaccioso ma totalmente differente.

L'approccio qui è molto meno psicologico di Curare: il Corvo riporta in vita un prigioniero ucciso barbaramente da un ufficiale nazista in modo che possa ottenere la sua vendetta. Una vendetta di sangue, parecchio sangue.

L'uomo continua a morire e a tornare per decimare tutti i soldati delle SS, nessuno escluso, in un turbine di furia cieca e violenza. È interessante la scelta stilistica di non dotare il personaggio del classico make up di Eric Draven, che la bimba di Curare invece presenta sotto agli occhi.

Il protagonista di Skinning the wolves in Il Corvo Libro SecondoEdizioni BD

Questo dona alle immagini una forte connotazione con la realtà, rendendo le scene molto più crude: parte di quello che Jim Terry mostra nelle sue tavole, infatti, è successo davvero ed lì che risiede la componente più spaventosa della storia.
Non nella sistematica eliminazione, in modo più o meno cruento, dei soldati nazisti.

Il Corvo, qui, è un agente del caos che opera in un contesto di totale marciume ideologico. Il fine dell'angelo della morte, qui, non è quello di liberare i prigionieri (anche se succede proprio quello, come conseguenza dello sterminio dei nazisti) ma quello di trovare vendetta. Punto.

I colori sono scuri - a parte il sangue - per sottolineare la furia cieca che spinge le azioni del "vendicatore" immortale. Il Corvo, in secondo piano, chiosa con dei commenti le varie carneficine ma non riesce a trasmettere quel senso di malinconica poesia che permeava le tavole deidicate all'Eric Draven originale.

Il risultato è che Skinning the wolves manca un po' di profondità, di spessore. Di una morale, in sostanza, escludendo uno scontato "chi semina vento, raccoglie tempesta".

Cover dell'edizione regolare di Il Corvo Libro SecondoEdizioni BD

Insomma, questo libro secondo de Il Corvo mostra due nuove versioni della creatura di O'Barr, a cui manca un po' di quella disperazione viscerale che ha reso immortale - anche nei nostri cuori - Eric Draven.
Tra le due storie, Curare è sicuramente la più riuscita.

Il Corvo Libro Secondo (160 pagine a colori, brossurato) è in vendita in libreria, fumetteria e sullo shop online di Edizioni BD al prezzo di 15,90 euro.

Voto6,5/10

Il mito di O'Barr rivive in due storie che, però, mancano di quella vibrante autenticità del Corvo originale. Tra le due la migliore è "Curaro", sicuramente.

Andrea Sala

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