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Né bianco né nero. Il mondo di The Blacklist è grigio

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Nella nuova stagione di The Blacklist il confine tra bene e male è sempre più sottile e spesso i ruoli si invertono. Reggeremo a questi cambiamenti?

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In attesa dell’appuntamento del venerdì su FoxCrime con Raymond Raddington ed Elizabeth Keen, analizziamo ciò che sta accadendo in questo avvio di stagione e di che colore è il mondo di The Blacklist.

La quinta stagione è incentrata principalmente sulla trasformazione di Red, da criminale di fama mondiale circondato da lusso e affari milionari a delinquente spiantato costretto a fare voli pindarici pur di sbarcare il lunario, e sul cambiamento dell’agente Elizabeth Keen dopo aver scoperto di essere la figlia di Raymond.

Ma la goliardia del nuovo Red e il fascino del crimine che influenza Liz lasceranno, ben presto, spazio a situazioni pericolose con conseguenze tragiche.

Come siamo stati abituati per cinque anni, The Blacklist è un continuo alternarsi tra bene e male, tra bianco e nero, spesso fermandosi sul confine tra i due opposti dove ogni cosa è grigia. Ogni episodio ci mostra come spesso quel limite non sia così netto come si vorrebbe sperare e come una buona azione non sempre sia la cosa più giusta da fare.

Come un equilibrista sulla corda sospesa in aria, così il funambolico Red si destreggia tra bene e male senza mai cedere eccessivamente, consapevole del fatto che ad attenderlo in fondo non ci sarebbe una rete di salvataggio. Un super ricercato non può aiutare disinteressatamente l’FBI, così come un collaboratore di giustizia non può mettere in primo piano la ricostruzione del proprio impero criminale.

Ma se nelle prime stagioni questo dissidio interiore tra bene e male lo abbiamo ampiamente visto attraverso Raymond e qualche suo collaboratore, adesso abbiamo una visione del mondo di The Blacklist da diverse angolazioni.

Con il passare degli anni abbiamo visto i membri della Task Force cambiare la propria visione delle cose e raggiungere una consapevolezza maggiore circa il concetto di bene e male.

A cominciare dal capitano Harold Cooper, che da osservatore delle regole e difensore della patria, ha capito a sue spese quanto il bene comune possa avere accezioni diverse per chi siede poltrone più grandi della sua. Il “saggio” della Task Force ha ormai ben chiaro quando è il momento di disobbedire agli ordini dei potenti o affidarsi al mondo criminale pur di raggiungere la migliore soluzione.

Stessa situazione riguarda il non più ingenuo e puro Aram Mojtabai. L’esperto informatico non soltanto ha mentito più volte alla propria squadra pur di aiutare Reddington, ma ha sempre agito nel modo che riteneva più giusto, anche se questo significava mentire o confabulare con il male.

E l’integerrimo agente Donald Ressler? Come abbiamo visto non se la sta passando bene e continuerà ad andare sempre peggio. È proprio Ressler l’emblema del mondo grigio di The Blacklist, in quanto il suo essere difensore della legge anche quando questo significava dare la caccia alla sua collega sta venendo meno per una serie di sfortunate coincidenze e scelte sbagliate.

Fondamentalmente il nostro agente non ha fatto nulla di male, eppure si ritrova a dover favorire uno spietato criminale, rubare prove e mentire alla squadra. Dall’esterno lo giudichereste un buono o un cattivo? Difficile a dirsi, proprio perché non è tutto bianco o nero.

Lo sa bene anche la coppia di punta della serie, Tom e Liz che hanno iniziato la loro relazione su una bugia (anche abbastanza seria) per poi diventare un amore vero…contornato sempre da menzogne e sotterfugi.

L’ex spia Tom, dopo una riconciliazione burrascosa con la sua amata (inizialmente incarico di lavoro) ha continuato a mentire all’occorrenza e, in questo ultimo periodo a tenerle nascosto un segreto abbastanza ingombrante che la riguarda. Questo fa di Tom un marito amorevole e premuroso o l’ennesimo uomo che mente ad una donna?

Questo non esime Elizabeth Keen dalla sua dose di colpe. Anche la nostra protagonista si aggira nel torbido, praticamente è nata nella zona grigia. Inizialmente il rapporto con Reddington ha portato la Keen a cedere alla corruzione del male perché spinta dalla voglia di sapere la verità. Adesso il fascino del crimine scorre nelle sue vene e cedere sarebbe più un fatto fisiologico che volontario. Possiamo condannarla?

A dare maggiore forza alla nostra tesi circa il mondo grigio di The Blacklist sono proprio le storie che in ogni episodio coinvolgono i nostri protagonisti e che li spingono a prendere decisioni difficili.

Negli ultimi due episodi andati in onda su FoxCrime abbiamo avuto un esempio della labilità del confine tra bene e male nel mondo di The Blacklist.  

Episodio 05X04 Il Finalizzatore

In questo episodio abbiamo visto una madre causare morte e distruzione in giro per il mondo pur di rapire suo figlio e dargli tutte le possibilità di sopravvivere. Alla fine Red impedisce la sua cattura per consentirle di salvare suo figlio compiendo un gesto estremo. Dove finisce la spietata criminale e inizia la madre disperata? Provate voi stessi a rispondere a questa domanda.

Episodio 05X05 Ilyas Surkov

Nella puntata dello scorso venerdì non si è parlato di sentimenti e debolezze, ma del concetto di patriottismo e se ci sia un limite oltre il quale non è giusto andare per difendere la propria nazione. Cosa e chi si è disposti a sacrificare in nome di un bene superiore? Inganni, rinunce e pericoli valgono davvero il raggiungimento dell’obiettivo? È sempre valido il concetto che il fine giustifica i mezzi?

Una cosa è certa, non è sempre facile prendere decisioni giuste senza conseguenze in questa avvincente serie, e se questo rende più umano il nostro Raymond Reddington, invece avvicina pericolosamente la Task Force al punto di non ritorno.

Per scoprire quale ennesima scelta difficile dovrà affrontare Reddington (dopo aver capito che c'è Tom dietro la sparizione della valigia) basta seguire The Blacklist ogni venerdì alle 21:55 su FoxCrime.

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