FoxCrime  

Antonio D'Amico dice la sua su American Crime Story e il caso Versace

di -

Raccontare una storia vera non è mai semplice. Ecco perché American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace, come già capitato col caso O.J. Simpson, deve confrontarsi con le opinioni dei protagonisti reali...

American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace: Edgar Ramirez e Ricky Martin

40 condivisioni 0 commenti 0 stelle

Share

Mi sentivo come se il mio sangue si fosse trasformato in ghiaccio.

Così Antonio D'Amico racconta a People la sua reazione alla scoperta del cadavere di Gianni Versace, suo compagno da oltre quindici anni.

Nel ventennale dall'omicidio Versace, D'Amico - che oggi ha 58 anni - rivive il terribile momento in cui, sentiti gli spari, si precipitò fuori dalla villa di Miami in cui viveva con il celebre stilista.

L'occasione è il suo commento alle prime immagini della seconda stagione di American Crime Story, dedicata proprio all'omicidio Versace.

Ricky Martin interpreta il ruolo di D'Amico in una scena che non ha convinto il vero protagonista:

La fotografia di Ricky Martin che stringe il corpo fra le sue braccia è ridicola. Magari è una licenza poetica del regista, ma non è così che io avevo reagito.

Lo shock di trovare il corpo di Gianni, riverso a terra e privo di vita, aveva paralizzato Antonio D'Amico.

Ho visto Gianni sdraiato sui gradini, con il sangue intorno a lui. A quel punto tutto è diventato buio. Sono stato allontanato, e non ho più visto nulla.

Ricky Martin in una scena di American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace

D'Amico non è stato consultato dalla produzione per la realizzazione di American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace.

Nonostante abbia dichiarato che non guarderà la serie in TV, ha anche affermato che avrebbe parlato volentieri con Ricky Martin, suo interprete sul piccolo schermo, per raccontargli com'era davvero Gianni con lui.

Le piccole abitudini quotidiane, la vita insieme, la routine: questi sono i ricordi che Antonio D'Amico, distrutto dalla morte dell'uomo della sua vita, avrebbe voluto condividere.

Per anni, dopo l'omicidio Versace, D'Amico si è isolato da tutto e tutti.

Ero precipitato in un incubo, non sentivo più niente e non davo importanza più a niente... La casa, il denaro... Perché avere aspettative future sulla vita mi sembrava sbagliato.

"La casa e il denaro" fanno riferimento al testamento di Versace, che aveva disposto per D'Amico la possibilità di continuare a vivere nella loro casa e una cospicua somma mensile - 30.000 dollari - per il suo mantenimento.

Relativamente al testamento, ci furono discussioni fra D'Amico e la famiglia Versace. Ma questa è un'altra storia.

E, come sempre, a contare è una cosa sola: la difficoltà di raccontare una storia vera al grande pubblico senza urtare i sentimenti delle persone coinvolte.

Difficilmente, chi si rivede sullo schermo è soddisfatto del risultato. Soprattutto se non ha detto la sua in proposito.

Ma le aspettative sul lavoro di Ryan Murphy e Brad Falchuk, scrupolosi e attenti alla sensibilità altrui, lasciano ben sperare.

Lo ha capito anche D'Amico, con quella "licenza poetica" (leggasi: necessità di drammatizzazione) che ha subito attribuito alle esigenze del copione.

Share

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.