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Vent'anni fa moriva Gianni Versace: l'omaggio di FoxCrime al Re della bellezza

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Gianni Versace ha costruito un impero milionario. Vent'anni fa, il serial killer Andrew Cunanan lo uccise a Miami. Ecco un dossier sulla sua vita e sul suo omicidio.

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Gianni Versace ha contribuito a cambiare il mondo della moda, ma non solo.

La sua morte ha toccato nel profondo tutte le persone che lo conoscevano, avevano lavorato con lui e gli volevano bene.

In attesa della serie firmata da Ryan Murphy, che ripercorrerà gli ultimi giorni della sua vita e il suo drammatico omicidio, The Assassination of Gianni Versace (la seconda stagione di American Crime Story), ecco il dossier di MondoFox sulla vita e l'omicidio di uno dei più grandi stilisti di tutti i tempi.

La cui morte resta ancora oggi circondata da dubbi, incertezze e dalla mancanza di un movente.

Ricostruire con esattezza le ipotesi, le dinamiche e le indagini non è facile. Mi sono affidata alla grandissima vastità di materiale sul caso, materiale spesso contraddittorio.

Conoscendo la scrupolosità del lavoro di Murphy e Falchuk con gli altri autori, da American Crime Story mi aspetto la versione definitiva della vicenda. Ammesso che possa essercene una.

The Assassination of Gianni Versace, che verrà trasmessa in Italia da FoxCrime, sarà in ogni caso completa e surrogata dai fatti.

Racconterà gli ultimi giorni e la morte di Gianni Versace, il cui ventennale dalla scomparsa viene celebrato a Napoli: il Museo nazionale archeologico la mostra “Dialoghi-Dissing — Gianni Versace Magna Grecia Tribute” fino a settembre.

La vita di Gianni Versace 

Gianni Versace nasce il 2 dicembre del 1946 a Reggio Calabria.

Il padre Nino lavora col figlio maggiore, Santo, nel commercio: trattano bombole di gas. Ma a Gianni interessa molto di più aiutare la madre nella sua piccola boutique.

In quel locale Gianni impara i rudimenti del mestiere e capisce che la moda è il suo vero, grande amore. E che è portato per quell’arte.

A 25 anni si trasferisce a Milano, la capitale italiana della moda, per inseguire il sogno di diventare un grande stilista.

Si fa le ossa lavorando per diversi marchi, da Callaghan a Complice e Genny e Alma.

Nel 1975 esce la sua prima collezione, per Complice, ma il sogno diventa realtà tre anni dono: nel 1978 Gianni Versace firma la sua prima collezione donna.

Già due anni dopo il suo nome ha fatto il giro del mondo e Gianni è diventato una celebrità grazie ai suoi abiti, alla sua passione per l’innovazione e la sensualità, alla trasformazione di forme e colori che lo hanno fatto notare fin dai primi lavori.

Alla sua fama contribuisce anche l’intensa collaborazione con il teatro, che gli consente di curare i costumi di opere e balletti sempre più prestigiosi. Proprio un’opera, con il party che le seguirà, sarà l’occasione che anni dopo gli farà conoscere il suo futuro assassino.

Il destino di Gianni Versace è già segnato, ma nessuno ancora lo sa.

E il successo continua, creazione dopo creazione, abito dopo abito, collezione dopo collezione.

Nel 1981 Gianni Versace spende 20 miliardi di lire per acquistare e ristrutturare il palazzo milanese di Via del Gesù che diventerà la sede della sua azienda. E che ne ispirerà il marchio: una scultura con il volto di Medusa, infatti, troneggia in una delle sale del palazzo e ispira Versace per quello che diventerà un simbolo conosciuto in tutto il mondo.

Nel 1986 il Presidente Cossiga lo intitola Commendatore della Repubblica Italiana.

Nel 1989 nasce Versus, la linea giovane di casa Versace.

La sontuosa villa di Miami degli anni ’30, Casa Casuarina, viene acquistata nel 1991 al prezzo di 10 milioni di dollari, a cui vanno sommati gli oltre 33 necessari alla ristrutturazione curata in ogni dettaglio dallo stilista.

La copertina di Time dedicata all'omicidio di Gianni Versace

Nel 1995 il prestigioso Time dedica a Gianni Versace una copertina (a cui seguirà quella postuma) e la definizione di icona dell’eleganza Made in Italy.

Gianni Versace è il Re della bellezza: la ama, la cerca, la ammira, la veste.

Impegnato a sostenere la lotta all’AIDS, Gianni Versace è stato fra i più generosi sostenitori della fondazione di ricerca voluta da Elton John e ha sostenuto diverse opere benefiche.

La morte di Versace

Martedì 15 luglio 1997, ore 8.45 del mattino. In una splendida giornata di sole Gianni Versace, di ritorno dal consueto giro mattutino, dopo aver fatto colazione e acquistato i quotidiani, sta rientrando nella sua villa di Miami, su Ocean Drive.

Non farà in tempo a raggiungere l’ingresso: verrà colpito da due colpi di pistola sparati a bruciapelo, crollando sulla scalinata.

A trovare il corpo senza vita è Antonio D’Amico, il suo compagno, che sta facendo colazione in case e si precipita fuori dopo aver sentito gli spari.

La corsa in ospedale sarà inutile quanto i tentativi di rianimazione sul posto: Gianni Versace muore sul colpo. A soli 50 anni. Oggi ne avrebbe 70.

A due metri di distanza dal corpo riverso a terra di Gianni c’è il corpicino di una colomba bianca, morta.

Per alcuni, quella colomba è il simbolo della mano della Mafia nell’omicidio di Versace.

Si sbagliano: la colomba è stata colpita da una scheggia del proiettile che ha attraversato il cranio di Gianni Versace, rimbalzando sulla cancellata per poi colpirla.

I testimoni - lo stesso d’Amico e alcuni passanti - hanno visto un uomo fuggire.

Prima ancora che inizino ufficialmente le indagini, il volto di Andrew Cunanan, classe 1969, è già in TV.

Andrew Cunanan ricercato dall'F.B.I.

Il pick-up che ha rubato a un uomo, la sua ultima vittima, per fuggire, viene ritrovato parcheggiato non lontano dalla villa.

Cunanan, che ha già ucciso quattro persone, diventa il ricercato numero uno d’America.

Storia di un serial killer: Andrew Cunanan 

La madre di origini italiane - Schillaci il suo nome da ragazza - e il padre di origini filippine, Pete Cunanan, iscrivono il quattordicenne Andrew Phillip Cunanan (che ha un quoziente d’intelligenza alto: 140) alla Bishop School di San Diego, una scuola esclusiva.

Durante una festa con i compagni di classe, deriso per la sua presunta omosessualità, decide di fare coming out e diventa uno dei personaggi più in vista della scuola. Il ragazzo più alla moda del liceo.

Per mantenere uno stile di vita adeguato alle (false) origini nobiliari che si è inventato, Andrew inizia a spacciare farmaci e droghe facilmente reperibili.

Negli anni ’80, nel più celebre e frequentato bar gay di San Diego, Andrew conosce Jeff Trail, il suo primo e unico vero amico, destinato a diventare anche la sua prima vittima.

Andrew si mantiene grazie alla compagnia di ricchi e anziani signori gay della San Diego bene.

In particolare grazie alla relazione con il milionario Norman Blachford, che gli permette di essere economicamente indipendente, gli procura un appartamento in centro e gli concede grande libertà.

Una foto di Andrew Cunanan

L’incontro con Cunnanan 

Il 21 ottobre del 1990 alla discoteca Colossus di San Francisco si tiene il party organizzato da Versace, che ha curato i costumi per il teatro dell’opera.

Andrew riesce a partecipare alla festa e conosce Gianni Versace, che lo avvicina chiedendogli se si sono già visti. A Como, gli pare. Cunanan lo ringrazia di essersi ricordato di lui, ma in Italia non c'è mai stato.

Non ci sono altre informazioni ufficiali su incontri o frequentazioni fra i due: dopo la presentazione, nessuno ha più confermato che i due si siano visti ancora.

Nascita di un mostro

Sempre a San Francisco, Andrew incontra David Madson, originario di Minneapolis: l’unico uomo che abbia mai dichiarato di amare.

Dopo qualche tempo, e dopo aver iniziato a spacciare droga per guadagnare i soldi a palate necessari al suo stile di vita, Andrew decide di lasciare Norman e lo confida all’amico Jeff.

Durante quella stessa conversazione, Jeff annuncia di essere sul punto di trasferirsi a Minneapolis. Andrew non la prende bene: i due hanno una discussione e Andrew se ne va.

Poco dopo anche David si allontana da Andrew, affermando di avere bisogno di una pausa dalla loro relazione.

Jeff Trail e David Madson, le prime due vittime di Andrew Cunanan

Nell’aprile del 1997 i soldi di Andrew sono già finiti, sperperati in viaggi e vacanze di lusso.

Non ha altra scelta che volare a Minneapolis per chiedere aiuto a Jeff e provare a tornare insieme a David.

Ma Jeff ha una relazione e ha promesso al suo fidanzato di trascorrere il weekend fuori, insieme. Andrew è solo e ottiene solo il permesso di fermarsi a casa di Jeff. Si sente abbandonato, tradito e ferito dall’unico amico che abbia mai avuto.

Mentre si trova a casa di Jeff si fa la consueta iniezione di testosterone, che usa come sostituto della palestra, ormai abbandonata da tempo.

Frugando fra i cassetti e gli armadi dell’amico, Andrew trova una pistola calibro 40. Pensa di uccidersi, forse, di farla finita. Ma poi si addormenta, e al mattino porta via con sé la pistola.

Lasciata casa di Jeff, Andrew va a trovare David per cercare di convincerlo a rimettersi con lui.

La polizia mostra ai media la foto di Cunanan: è caccia all'uomo

David non cede alle sue avances ma - e da qui partono le ipotesi e le ricostruzioni, perché nessuno è sopravvissuto per raccontare come siano andate le cose - ascolta le sue confidenze, la sua disperazione per la mancanza di attenzioni da parte dell’amico Jeff.

A quel punto David confessa ad Andrew ciò che Jeff pensa davvero di lui: che è un bugiardo patologico, un egocentrico insopportabile, e che ha lasciato la California proprio per liberarsi della sua “amicizia”.

Furioso, Andrew chiama Jeff e gli intima di recarsi a casa di David. Al suo arrivo, Andrew e Jeff hanno una discussione. Mentre se ne sta andando, Andrew colpisce Jeff più volte, alla testa, con un martello.

Il serial killer Andrew Cunanan ha mietuto la sua prima vittima.

David ha assistito all’omicidio e, temendo per la propria vita, aiuta Andrew a ripulire e occultare il cadavere. Poi commette un gravissimo errore: cerca di convincere Andrew a chiamare la polizia. A quel punto, viene preso in ostaggio da Andrew, che lo minaccia con la pistola.

Mentre David è legato e imbavagliato a una sedia in camera da letto, l’amministratrice di condominio entra in casa e scopre il cadavere di Jeff in salotto. Allerta la polizia.

Andrew scappa con l’auto di David, portando l’ostaggio con sé.

Quattro giorni dopo, il cadavere di David Madson verrà ritrovato a nord di Minneapolis. Andrew Cunanan ha ucciso per la seconda volta.

La terza vittima di Andrew Cunanan: Lee Miglin

Andrew guida fino a Chicago e si reca a casa del ricco imprenditore Lee Miglin, volto noto in città, con cui Andrew aveva avuto un incontro sessuale a pagamento nell’autunno del 1996.

Andrew lo sequestra e lo porta in garage, dove lo pugnala ripetutamente con un cacciavite, per poi finirlo con una sega elettrica.

Dopo il brutale omicidio, Andrew investe il corpo ormai senza vita di Miglin con la sua stessa auto, che poi ruba per fuggire. Siamo alla terza vittima.

Il 10 maggio Andrew Cunanan arriva a Miami e si stabilisce al Normandy Plaza, un hotel in disgrazia che una volta era celebre in città.

In un bar sente un modello parlare della sua visita a casa Versace e del suo incontro con Gianni e il suo compagno da quindici anni, Antonio d’Amico. Questo sembra essere l’unico collegamento recente fra Andrew e Versace.

Senza alcun apparente motivo, la mattina del 15 luglio Andrew si dirige a piedi verso casa Casa Casuarina.

La villa di Miami di proprietà di Versace
La scalinata della villa di Versace a Miami

Forse spera che Gianni lo riconosca e lo accolga, forse vuole il suo aiuto. Non lo sapremo mai: dopo averlo chiamato ad alta voce, Andrew capisce che Gianni non ha idea di chi sia. Lo stilista non lo riconosce e si volta dall’altra parte, per aprire il cancello di casa.

A quel punto Andrew gli spara a bruciapelo, lasciandolo sulla scalinata d’ingresso, e fugge.

Il suo volto è ovunque, su tutti i giornali e tutte le TV.

Ricercato in tutto il mondo, Andrew si rifugia in una casa galleggiante ancorata nella baia, a pochi chilometri di distanza.

Verrà ritrovato il 23 luglio, morto, con un colpo di pistola in testa.

Il custode afferma di essere entrato e di aver sentito uno sparo, a seguito del quale avrebbe rinvenuto il cadavere.

La polizia chiude il caso e archivia il suicidio: Andrew Cunanan si è tolto la vita.

Ed è qui, paradossalmente, che iniziano i problemi.

Un'immagine della villa di Versace a Miami

Incongruenze

Non sono riuscita a determinare con assoluta certezza cosa ne sia stato dell’autopsia di Cunanan: secondo alcune fonti venne effettuata, ma i risultati non vennero mai resi noti. Secondo altre fonti, il corpo venne cremato in fretta e furia, prima che potesse essere effettuata l’autopsia.

Le foto del corpo senza vita di Cunanan hanno fatto il giro del mondo. E il calibro 40 della sua pistola risulterebbe incompatibile con l’impatto “lieve” del proiettile sul suo cranio.

Secondo alcuni investigatori, a uccidere Cunanan dev’essere stato al un proiettile di calibro minore.

Inoltre, lo stato del cadavere (stando alle prime rilevazioni il corpo era già freddo e rigido) sarebbe incompatibile con il suicidio “in diretta” sentito dal custode.

Senza contare l’assedio armato di oltre 5 ore della polizia alla casa galleggiante: perché, se il ricercato era morto mentre qualcuno sentiva lo sparo, trovava il corpo e poteva comunicarlo con certezza?

La casa di Andrew Cunanan
La casa galleggiante in cui venne rinvenuto il corpo di Cunanan

Sospetto anche l’affondamento della casa galleggiante, fatta colare a picco dalle autorità dopo che un guasto le free imbarcare acqua poco tempo dopo il ritrovamento di Cunanan.

Per finire, fatto non secondario, manca il movente

I dubbi su Cunenan 

Andrew Cunanan era già fra i ricercati più famosi d’America per i precedenti omicidi, quando venne identificato come il killer di Versace.

Nessuno dei testimoni oculari, però, incluso Antonio d’Amico, pare abbia confermato con assoluta certezza che l’uomo in fuga dopo gli spari fosse Cunanan. Sebbene il killer fosse stato identificato per i vestiti che indossava, la corporatura e l’altezza.

La giornalista Maureen Orth, autrice del libro “Vulgar Favors”, biografia di Cunanan - il serial killer che seguiva da prima dell’omicidio Versace - afferma che Versace fosse malato di AIDS e che avesse mascherato con un tumore, diagnosticato fra il 1995 e il 1996, alcuni sintomi della malattia.

Malattia che secondo la Orth veniva tenuta nascosta per timore di un crollo del titolo Versace in borsa.

La Orth azzarda anche un’ipotesi sul movente: secondo lei, Versace e Cunanan si erano frequentati e Cunanan era rimasto contagiato dall’AIDS proprio da Versace. Da qui il movente del suo omicidio: la vendetta.

Il sorriso della Medusa

Il produttore televisivo e immobiliarista Enrico “Chico” Forti, impegnato a indagare sull’omicidio di Versace per la realizzazione del documentario “Il sorriso della Medusa” (poi trasmesso anche in Italia), assume il detective che aveva seguito il caso Versace con la promessa di una cospicua remunerazione economica.

Si tratta di Gary Schiaffo, prossimo al pensionamento, a cui Forti si rivolge per ottenere informazioni dettagliate sulle indagini.

Esaminando il materiale, Forti si convince che Cunanan non si sia suicidato (le telefonate avrebbero dimostrato che era in contatto con persone che potevano procurargli passaporti falsi, cercava quindi di espatriare).

Secondo Forti, Cunanan venne ucciso altrove e poi portato alla casa galleggiante, dove venne inscenato il suo suicidio. Insinuando che la polizia di Miami fosse corrotta, che le indagini fossero compromesse e che sia Versace che Cunanan fossero stati eliminati senza che le autorità facessero nulla per impedirlo.

Le indagini di Forti e le insinuazioni proseguono, ma nel 2000 c’è un colpo di scena: Chico Forti viene arrestato e condannato all’ergastolo per l’omicidio di Dale Pike, figlio di Tony Pike.

I due erano appena arrivati dall’Australia per concludere la trattativa con Forti sulla vendita di un albergo.

Secondo le autorità, Forti - fra gli ultimi a vedere Dale Pike prima della sua morte - lo avrebbe ucciso per impedire che convincesse il padre a non comprare l’albergo.

Il processo fu veloce e, secondo molti, sommario. Forti si trova tuttora in carcere, in Florida.

Le altre piste dell'omicidio Versace

Non è ancora finita: una turista straniera avrebbe consegnato a un network del suo Paese alcune foto scattate il giorno prima dell’omicidio Versace, il 14 luglio.

Le immagini avrebbero ritratto due uomini in prossimità del cancello della villa di Gianni. Uno di loro avrebbe indossato gli abiti attribuiti a Cunanan il giorno successivo.

Ma non si trova nessuna conferma di questo fatto, sebbene diversi siti e interviste lo riportino.

Il funerale

I funerali di Gianni Versace si svolgono al Duomo di Milano il 22 luglio 1997.

Ci sono tutte le top model che proprio Versace ha trasformato in icone: Naomi Campbell, Claudia Schiffer, Carla Bruni, Linda Evangelista.

Ci sono la principessa Diana, il cui tragico destino si sarebbe compiuto solo poco tempo dopo.

Ci sono Sting ed Elton John, che cantano insieme per rendere omaggio a Gianni.

Ci sono la famiglia, gli amici, la gente comune che vuole rendere omaggio all’uomo che ha cambiato il mondo della moda.

E che, a vent'anni dalla morte, è ancora avvolto nel mistero.

Frasi famose di Gianni Versace

"Non sono mai caduto: ho sempre volato".

"Nel passato le persone nascevano nobili. Oggigiorno la nobiltà deriva dalle proprie azioni".

"Io ho una relazione fantastica con i soldi: li uso per comprare la mia libertà".

"Sono un po’ come Marco Polo: girovago e mescolo culture".

"Penso che sia responsabilità di uno stilista cercare d’infragere le regole e le barriere".

"Persino Michelangelo è stato pagato per fare la Cappella Sistina. A tutti gli artisti che sostengono che los stanno facendo per amore dell’arte voglio dire: diventate realisti".

Credits Video: Fashion Channel

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