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Per Spike Lee l'Oscar a Moonlight è arrivato solo grazie a #OscarsSoWhite

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Il regista di Chiraq e Malcolm X è durissimo nei confronti di Hollywood: secondo Spike Lee Moonlight ha vinto l'Oscar solo per riabilitare l'immagine dell'Academy dopo il boicottaggio #OscarsSoWhite.

Spike Lee indossa un cappello bianco

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Spike Lee non è convinto che Hollywood stia superando i suoi problematici rapporti con la comunità afroamericana e con le minoranze. Il regista di Chiraq e Malcolm X, noto per le sue opinioni sferzanti sul razzismo degli studios, è tornato sulla questione durante un'intervista a Variety e non è stato tenero con l'Academy, accusata di ricordarsi solo una volta ogni 10 anni della comunità afroamericana e del suo cinema. 

Secondo Spike Lee infatti l'incredibile vittoria di Moonlight durante gli Academy Awards del 2017 è figlia della controversia #OscarsSoWhite e non indica un vero ravvedimento di Hollywood e una forte volontà a cambiare la situazione attuale. 

Sono pronto a scommetterci. La ragione di quello che è successo agli Oscar quest'anno è #OscarsSoWhite, la protesta dell'anno scorso. Ha fatto apparire in cattiva luce l'Academy e hanno dovuto cambiare, essere più inclusivi, cercare di essere più rappresentativi tra i membri con diritto di voto. 

Questo però non significa che Hollywood si sia ravveduta, anzi. Secondo il regista (che è stato 2 volte candidato al premio Oscar) una vota ogni 10 anni l'Academy premia un film rappresentativo delle minoranze e allora la stampa parla di rinascimento del cinema improntato sulla diversità, auspicando l'inizio di un'era in cui anche voci diverse dallo status quo degli studios abbiano spazio.

Un primo piano del regista afroamericano Spike Lee, che indossa un paio di occhiali marmorizzati sui toni del bluHDGettyImages
Spike Lee non si illude: Hollywood è ancora molto razzista.

Poi però non cambia nulla e tutto torna come prima. Il vero cambiamento, secondo Spike Lee, deve essere più profondo e duraturo

Ci sono numerosi studi che dimostrano che più la tua attività è diversificata, più è remunerativa e questo potrebbe essere l'incentivo numero uno per i produttori. Noi dobbiamo avere spazio quando si tengono quelle riunioni dove decidono che film verrano realizzati. Per me, è lì che c'è il potere. 

Ovviamente non è mancato un caustico commento sul disastroso spot di Kendall Jenner per Pepsi, ritirato per le numerose proteste sulla presunta commercializzazione del movimento Black Lives Matter. Secondo il regista (che in passato ha diretto molti spot e video musicali) è orribile, proprio perché non c'era nessuno con una vera conoscenza della questione nera quando si è discusso della sua realizzazione.

Insomma, come sempre Spike Lee non è certo un regista che le manda a dire! 

fonte Variety

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