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Boston Caccia all'Uomo, la recensione: un patriota di nome Peter Berg

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Peter Berg s'impossessa di un altro drammatico capitolo della storia americana e prova ancora una volta di saper cogliere lo spirito statunitense contemporaneo.

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Al netto del patriottismo e della retorica, Peter Berg è il regista che ad oggi racconta meglio di ogni altro l'America contemporanea, più dei Jim Jarmusch o dei Clint Eastwood del caso. Il nuovo corso di una carriera che non si è mai allontanata dal cuore fisico ed emotivo della sua nazione è cominciato con il sodalizio con Mark Wahlberg, che dopo Lone Survivor e Deepwater Horizon torna ad incarnare l'eroe per caso e uomo comune statunitense. Dopo l'eroico soldato dei SEAL's rimasto oltre le linee nemiche e l'onesto lavoratore bloccato nell'inferno della piattaforma petrolifera in fiamme, Wahlberg osserva insieme allo spettatore la drammatica caccia all'uomo scatenatasi dopo lo scoppio di due bombe alla maratona di Boston del 2013, nei panni di un poliziotto testimone degli scoppi.

Boston Caccia All'Uomo, la recensione del film sull'attacco terroristico alla maratonaHDLeone Film Group
Mark Wahlberg è più che mai incarnazione del vero spirito americano cantato da Berg

Wahlberg è un detective della omicidi capace ma così focoso da beccarsi una sospensione e vari incarichi di basso profilo per espiare. L'ultimo castigo dovrebbe essere proprio il presidio della linea del traguardo della maratona, col ginocchio dolorante, la moglie tra gli spalti e i colleghi che lo sfottono bonariamente. Dall'altra parte della città, un uomo di origini arabe e il suo fumatissimo fratellino si beccano i rimbrotti della di lui moglie perché ha sbagliato a comprare il latte per la bambina. Sono due Americhe accomunate dalla quotidianità, ma capaci di prendere improvvise e spettacolari svolte: i due maldestri fratelli sono i due attentatori che faranno esplodere gli ordigni e getteranno la città nel panico e l'agente interpretato da Walhberg in una lunghissima, difficile maratona investigativa ed emotiva, alla ricerca dei responsabili e di risposte che non arriveranno mai nella loro completezza.

Per chi ha familiarità con l'ultima svolta del regista di Friday Night Lights c'è davvero poco di nuovo sotto il sole. La storia dell'attacco alla maratona e della successiva, lunghissima e sanguinosa caccia al terrorista è crogiolo di tutta quella retorica e di quel patriottismo strombazzato che hanno fino ad oggi impedito a Berg di tirar fuori un grande film, senza se e senza ma. Se il capolavoro gli manca, è innegabile che nel suo modo di fare cinema si stia assistendo ad un crescita inesorabile e inarrestabile: Boston Caccia all'Uomo è un grande film e probabilmente il migliore che si possa realizzare oggi ad Hollywood per raccontare questi eventi drammatici.

Boston Caccia All'Uomo, la recensione del film sull'attacco terroristico alla maratonaHDLeone Film Group
Il pragmatismo dell'uomo comune contro il marcio delle istituzioni: torna la dicotomia di Peter Berg

Ogni evento terroristico e disastroso che avverrà nei prossimi anni negli Stati Uniti non ha che da sperare di venir espiato attraverso una pellicola di Peter Berg, capace col suo istinto infallibile di mescolare alla perfezione il drammaticamente vero al cinematograficamente spettacolare, invertendo spesso ruoli ed effetti. Infatti il regista riesce a portare su grande schermo quello che fino ad oggi è mancato nella narrazione cinematografica degli attacchi terroristici di matrice islamica degli ultimi 20 anni: la mancanza di patetismo e retorica del racconto.

Boston Sotto Attacco trasuda retorica e patriottismo nel messaggio che urla a squarciagola (nell'America dell'agente che presidia per ore il corpicino di una vittima, dimenticato dall'incapacità dei grandi organi governativi come l'FBI), ma le azioni dei suoi protagonisti sono concrete e contraddittorie come solo il quotidiano può essere. Non siamo di fronte a terroristi infallibili e disumani e ad agenti scaltri e impeccabili, quanto a due fronti confusi e fallaci, le cui azioni e reazioni sono spesso frutto del caos o della disorganizzazione. Così le macchine della polizia che arrivano a sirene spiegate quanto dovrebbero tendere un'imboscata ai terroristi, intenti a litigare su chi guiderà la bella Mercedes appena rubata, suscitano riso e sembrano una perfetta gag cinematografica, ma sono anche drammaticamente più vere del vero, in un perfetto connubio tra cinema tratto da storie vere e spettacolarità action in sparatorie e inseguimenti stradali. 

In questo racconto di errori, dimenticanze, momenti involontariamente eroici e spettacolarità cinematografica degna del miglior action, Peter Berg assesta il colpo più forte di tutti, inserendo anche i terroristi in quel panorama multietnico e quotidiano che ama raccontare, rendendo anche i nemici complottisti dell'Undici settembre una tessera del mosaico che racconta l'America di oggi. Davvero nessuno la sa raccontare come il regista, in maniera spettacolare, patriottica e pragmatica. Se riuscirà a superare il bisogno fortissimo di girare la rivalsa del self made made contro lo Stato profittatore e ingannatore, presto ci regalerà il suo capolavoro. 

Boston Caccia all'Uomo sarà nelle sale italiane dal 20 aprile 2017.

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