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Intervista a Danny Boyle, regista di T2 Trainspotting: "Il passato è la droga più potente"

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Eroina, smart drugs? No il passato è la droga che da più dipendenza, parola di Danny Boyle, il regista di T2 Trainspotting che torna a dirigere i quattro scapestrati di Edimburgo a distanza di vent'anni.

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Non deve essere facile tornare dietro la macchina da presa a distanza di vent'anni, riprendendo in mano quella storia che ti aveva lanciato nel firmamento cinematografico e messo sul radar di Hollywood. Due decadi fa usciva Trainspotting e due decadi fa Ewan McGregor era un attore semi sconosciuto, così come il regista di quella pellicola, Danny Boyle.

Tra alti e bassi i due sono riusciti ad appianare le loro differenze (l'attore se l'era presa quando, dopo Trainspotting, il regista decise di non ingaggiare l'attore scozzese per il suo prossimo film, The Beach, preferendogli Leonardo DiCaprio) e sono tornati insieme a raccontare le storie dei quattro tossici di Edimburgo, Spud, Renton, Sick Boy e Begbie, raccontando un'evoluzione mancata:

Il passaggio del tempo e come ti relazioni con esso diventa importante quando maturi e diventi adulto. Ma i nostri protagonisti non sono bravi in questo. Loro vogliono rivivere il passato ad ogni costo che ne diventano quasi ossessionati.

Il passato diventa dunque una vera e propria droga per i protagonisti di T2 Trainspotting, che sostituisce quasi l'eroina del primo film:

Sono alla ricerca di qualsiasi tipo di dipendenza, ma quella più forte di tutte in questo film è il voler rivivere a tutti i costi il loro passato. Renton riattiva tutto tornando ad Edimburgo.

Pronti a rivivere anche voi questo salto nel tempo? Non vi resta che andare al cinema dal 23 febbraio!

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